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Farmaci e colazione, gli abbinamenti da evitare

Pompelmo, latticini, caffè e integratori possono modificare l’assorbimento di alcune terapie.

Prendere una compressa appena svegli può essere utile per non dimenticare la terapia, ma ciò che si mangia o si beve nei minuti successivi può modificare la quantità di principio attivo che entra in circolo. L’interazione non riguarda indistintamente tutti i medicinali: dipende dal singolo principio attivo, dalla formulazione e dalle modalità di assunzione.

Un caso noto è quello del caffè assunto insieme alla levotiroxina in compresse, che può ridurne l’assorbimento intestinale. Le indicazioni cliniche suggeriscono di distanziare la bevanda di almeno un’ora. La raccomandazione, però, riguarda situazioni precise e non si traduce in divieti generali per tutte le terapie.

Succo di frutta, latte e integratori

Il pompelmo e il suo succo possono aumentare la concentrazione nel sangue di alcuni medicinali, tra cui simvastatina e nifedipina, con un possibile incremento degli effetti indesiderati. L’intensità varia in base alla persona, alla quantità consumata e al farmaco. Quando l’interazione dipende dal blocco di enzimi intestinali come il CYP3A4, aspettare un paio d’ore non è sufficiente: l’effetto può durare anche giorni. Per questo, se previsto dal foglietto illustrativo, l’agrume va evitato.

Con la fexofenadina, utilizzata contro le allergie, il meccanismo è diverso: i succhi di pompelmo, arancia o mela possono ostacolare i trasportatori che favoriscono l’ingresso del medicinale nell’organismo e ridurne l’assorbimento. In questi casi è preferibile assumere la compressa con acqua.

Anche calcio e ferro possono legarsi ad alcune molecole nello stomaco, impedendone il passaggio nel sangue. La ciprofloxacina in compresse non va deglutita insieme a latte, yogurt o succhi arricchiti di calcio consumati da soli. I latticini non devono essere necessariamente eliminati durante la cura: possono rientrare in un pasto completo, ma non vanno usati da soli per accompagnare la compressa.

Se si assumono integratori di calcio o ferro insieme alla levotiroxina, questi prodotti devono essere separati di almeno quattro ore; per alcuni sali di calcio le indicazioni possono arrivare fino a sei ore. La distanza riguarda gli integratori specifici e non si estende automaticamente a tutti gli alimenti ricchi di calcio.

Quando serve il digiuno

Per la levotiroxina in compresse, l’assunzione è indicata a digiuno, almeno 30 minuti e idealmente 60 minuti prima di cibo o bevande. La regola non si applica automaticamente allo stesso modo alle formulazioni liquide o alle capsule molli.

Ancora più rigide sono le istruzioni per l’alendronato in compresse, utilizzato contro l’osteoporosi. Va preso appena alzati con sola acqua, attendendo almeno 30 minuti prima di consumare alimenti, altre bevande o medicinali. È inoltre necessario rimanere in posizione eretta per almeno mezz’ora e fino a dopo il primo pasto, così da proteggere l’esofago. In presenza di dolore o difficoltà a deglutire, dolore dietro lo sterno o bruciore di stomaco nuovo o peggiorato, è indicato sospendere il farmaco e contattare il medico.

Un errore occasionale nell’orario o nell’abbinamento non va compensato con una seconda dose. Se, durante una terapia con levotiroxina, il TSH resta fuori dall’intervallo previsto, è opportuno rivolgersi al medico per valutare modalità e tempi di assunzione, senza modificare autonomamente il dosaggio. I dati sul ruolo di fibre e soia sono disomogenei e non giustificano l’eliminazione preventiva di questi alimenti.