Terni (TR)

Crisi della maggioranza a Terni, l’analisi di Federighi

Il consigliere AP attribuisce le difficoltà dell’amministrazione Bandecchi a scelte iniziali e progressivi dissensi interni

La maggioranza che sostiene il sindaco Stefano Bandecchi attraversa, secondo Raffaello Federighi, la fase più delicata dall’insediamento dell’amministrazione comunale. Il consigliere comunale di Alternativa Popolare, delegato alla sicurezza, interviene sul quadro politico di Terni partendo dai numeri presenti in Consiglio comunale.

Il dato indicato da Federighi è quello di una maggioranza che, sulla carta, può contare su 15 voti, due in meno rispetto ai 17 necessari per approvare gli atti considerati fondamentali, a partire dal bilancio. Il consigliere non anticipa quale sarà la decisione del sindaco, ipotizzando tra le possibilità anche le dimissioni, ma sostiene che l’attuale difficoltà sia il risultato di un processo iniziato nei mesi successivi alle elezioni comunali.

Le critiche alla gestione dell’amministrazione

Bandecchi aveva vinto le elezioni del giugno 2023 presentandosi come una soluzione pragmatica alle inefficienze attribuite agli schieramenti tradizionali di centrodestra e centrosinistra. La nuova amministrazione era partita con un monocolore e con una maggioranza definita da Federighi granitica. Tra i punti deboli, il consigliere individua però l’inesperienza complessiva dei consiglieri e la scelta di affidare la guida quotidiana a persone non elette.

Secondo la sua ricostruzione, quella decisione avrebbe prodotto una Giunta non sufficientemente ancorata al consenso elettorale e avrebbe alimentato una fase di continua fibrillazione. Federighi parla inoltre di una progressiva perdita di consiglieri, del distacco dalle associazioni di categoria cittadine e di una competizione interna tra la Giunta e il gruppo consiliare. A suo giudizio, quest’ultimo rappresenterebbe il principale depositario della legittimità politica e amministrativa.

Il futuro della sindacatura

Nel suo intervento, il consigliere sostiene che sarebbe stato necessario intervenire prima, indicando nel febbraio 2026 il momento entro il quale affrontare alla radice il problema. Non essendo avvenuto, afferma, la situazione attuale sarebbe la conseguenza di scelte non risolutive e di contrasti mai superati.

Federighi prende poi in esame il possibile futuro del sindaco. Bandecchi, scrive, potrebbe lasciare l’incarico e tornare stabilmente a Roma, dedicandosi alle proprie attività e agli obiettivi di politica nazionale. Il consigliere ritiene tuttavia più probabile che il primo cittadino scelga di restare e di cercare una soluzione, nell’interesse dei cittadini che lo hanno votato con l’obiettivo di superare le difficoltà attribuite ai partiti tradizionali.

La conclusione dell’intervento è rivolta direttamente al sindaco. Federighi lo invita a mantenere la calma, ad aprire il dialogo e a lavorare con gli strumenti ancora disponibili. Il messaggio si chiude con un richiamo alla responsabilità personale: Bandecchi, secondo il consigliere, dovrebbe accettare il peso delle scelte compiute e costruire il futuro dell’amministrazione con le risorse politiche rimaste.