Si avvicina ai 100mila euro la prima conta di danni degli scontri di ieri a Bologna, concentrati nella zona della stazione ferroviaria. Hera ha stimato una cifra di circa 60mila euro, mentre per i danni alle biciclette elettriche a noleggio, Ridemovi, la spesa si prevede di 30-40mila euro. Sul resto (strade, cartellonistica, semafori) i danni sono estesi e il Comune sta procedendo alla quantificazione. Poi c'è il fronte negozi, la cui conta dei danni è in corso. “Da una prima stima almeno 500 mila euro, senza considerare il mancato incasso” fa sapere Confcommercio-Ascom Bologna, all'indomani dei disordini che si sono verificati in centro. Anche Confersercenti prende posizione, con la richiesta di "un incontro urgente al prefetto e al sindaco di Bologna per trovare una soluzione forte e definitiva contro le degenerazioni cui hanno assistito tanti bolognesi e tanti turisti. “Anche dalla politica arriva una condanna trasversale, che tuttavia non placa le polemiche fra maggioranza e opposizione. C'è anche Matteo Lepore fra i sindaci di centrosinistra delle grandi città che hanno firmato un documento congiunto, chiedendo al Governo di essere convocati al più presto. “Il patto sociale e il patto generazionale si stanno rompendo -scrivono- dunque è necessario intervenire sulle garanzie essenziali per la popolazione italiana. Diciamo un no assoluto alla violenza e alla distruzione, di cui non saremo mai complici.“ La violenza cancella le ragioni della protesta è anche il pensiero del Governatore dell'Emilia-Romagna Michele De Pascale, che esprime solidarietà alle forze dell'ordine e a tutte le persone che hanno subito le conseguenze di questa giornata". Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che “le azioni di questi professionisti del disordine non resteranno impunite. E la minore età di alcuni protagonisti non può far pensare a una qualche forma di impunità". "Ieri non abbiamo visto manifestazioni di studenti -è il pensiero del vicepremier Matteo Salvini- abbiamo visto criminali senza valori, senza ideali, senza appartenenze, e da tali vanno trattati". Dal centro, arriva un appello all''amministrazione comunale di Bologna a prendere le distanze non solo dalle scene di violenza, ma anche da chi oggi le legittima. Marco Lombardo, senatore di Azione e l'eurodeputata Elisabetta Gualmini, in una nota congiunta, puntano il dito sulle dichiarazioni di alcuni centri sociali che usufruiscono di spazi comunali e che descrivono la guerriglia urbana come «vento del cambiamento». Tutto questo -dicono- è semplicemente inaccettabile. Anche per Marta Evangelisti Capogruppo Fratelli d'Italia in Regione, “questa violenza è figlia del clima di tolleranza che la sinistra ha sempre avuto nei confronti dei centri sociali e dei collettivi.”
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La conta dei danni e le reazioni politiche dopo il sabato di ‘guerriglia’