Corridonia (MC)

A Corridonia il centrodestra si prepara alle comunali del 2027

La scelta del presidente dell’aula anticipa tensioni, alleanze e possibili candidature per la prossima sfida amministrativa.

La politica di Corridonia guarda già alle elezioni comunali del 2027. Prima, però, la maggioranza dovrà affrontare la scelta del nuovo presidente del Consiglio comunale, dopo la decadenza di Umberto Spalletti legata al caso dei calcoli sulle indennità. Sul contenzioso, il primo passaggio davanti al Tar si è concluso con il rigetto del ricorso per difetto di giurisdizione: la questione dovrà essere esaminata dal giudice ordinario.

L’assise civica tornerà a riunirsi martedì prossimo. In quella sede sarà ufficializzato l’ingresso di Angelo Menghi, che permetterà alla Lega di aumentare la propria rappresentanza, subentrando allo spazio occupato finora dall’Udc con Spalletti. La nomina del presidente, destinata a coprire una fase di pochi mesi, rappresenterà comunque un primo test sui rapporti di forza interni alla coalizione.

La scelta del presidente

Tra le ipotesi circolate c’è quella di affidare l’incarico allo stesso Menghi oppure a Catia Luciani, entrambi esponenti leghisti. La sindaca Giuliana Giampaoli potrebbe però puntare su una figura della componente civica che ha contribuito alla nascita dell’attuale maggioranza. In questo caso il nome alternativo sarebbe quello di Francesco Calia, oggi politicamente distante dal resto del gruppo e vicino prima a Democrazia Sovrana Popolare e poi a Italia Domani, ma considerato comunque tra i membri originari dell’esperienza nata sui banchi dell’opposizione durante l’amministrazione Cartechini.

La decisione dovrebbe arrivare senza nuovi scossoni, anche perché la durata effettiva dell’incarico sarà limitata. Subito dopo, però, il confronto si sposterà sulla costruzione delle candidature per la prossima tornata. Nel centrodestra la soluzione più naturale sarebbe la riconferma di Giampaoli, ma sulla strada della sindaca restano alcune questioni aperte.

Le alleanze in vista del voto

La principale riguarda Nelia Calvigioni. La vicesindaca si è progressivamente allontanata dal resto della maggioranza e starebbe valutando anche il ritiro dalla politica, dopo vent’anni di impegno. La sua eventuale scelta avrebbe un peso rilevante: nel 2022 fu la consigliera più votata, con 652 preferenze, e il suo consenso potrebbe incidere sugli equilibri elettorali.

Un secondo mandato di Giampaoli sarebbe inoltre difficile da accettare per l’Udc, anche alla luce della vicenda Spalletti. Il partito, alle ultime comunali, era riuscito a eleggere due consiglieri, compreso il presidente del Consiglio uscente e Valentina Fioretti. Anche Forza Italia, pur senza rappresentanti in aula, ha manifestato più volte malumori durante il quinquennio, in particolare sulle questioni legate all’ippodromo.

Da qui nasce l’ipotesi di un’alleanza molto ampia, con Forza Italia insieme alle forze dell’opposizione, sul modello dell’esperienza maturata ad Appignano con Mariano Calamita. Al momento, tuttavia, manca una personalità esterna ai partiti capace di aggregare il progetto. L’eventuale contrapposizione tra due schieramenti potrebbe comunque spingere il fronte alternativo a ricomporre le divisioni rispetto al 2022.

In questo quadro potrebbe rientrare Sandro Scipioni, candidato cinque anni fa con una lista autonoma e oggi alla guida provinciale del Partito Socialista. Da definire anche il ruolo di Gioele Giaché, uscito presto dalla maggioranza dopo il mancato ingresso in giunta ma rimasto nel gruppo misto: i suoi 187 voti conquistati nel 2022 rappresentano una dote contesa.

Il centrosinistra, però, non avrebbe ancora individuato un candidato sindaco forte. Un nuovo tentativo di Manuele Pierantoni appare escluso, mentre Monica Sagretti sarebbe interessata a scendere in campo, senza però suscitare finora un consenso ampio. Sullo sfondo resta infine Futuro Nazionale, che a Corridonia non ha ancora trovato riferimenti definiti. La prossima competizione amministrativa potrebbe accelerare anche quel posizionamento.