Figline e Incisa Valdarno (FI)

È morto Mario Falugi, volto storico dello sport in Valdarno

Per decenni ha seguito partite, ciclismo e iniziative pubbliche tra Firenze e Arezzo, restando legato agli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini.

È morto a 81 anni Mario Falugi, storico operatore televisivo del Valdarno. La notizia riguarda una figura conosciuta da generazioni sui campi sportivi, nelle manifestazioni pubbliche e negli eventi che hanno accompagnato la vita delle comunità tra le province di Firenze e Arezzo.

Falugi aveva iniziato a lavorare nel settore televisivo fin dagli anni Settanta, collaborando con alcune delle principali emittenti locali dell’area. Nel corso della sua attività aveva seguito la cronaca, gli appuntamenti pubblici e soprattutto le competizioni sportive, con particolare attenzione al calcio e al ciclismo.

Una presenza costante sui campi e agli eventi

Il suo lavoro lo aveva portato a raccontare da vicino una parte significativa della vita del territorio. La telecamera era il suo strumento, ma la sua presenza era diventata familiare anche per chi partecipava alle iniziative o assisteva agli appuntamenti sportivi. In questo modo Falugi era stato testimone diretto dei cambiamenti e delle tradizioni del Valdarno.

Un legame particolarmente lungo lo univa agli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini di Figline. Da circa sessant’anni aveva accompagnato il gruppo, mantenendo nel tempo un rapporto stretto con i suoi componenti e con le attività legate alla tradizione degli sbandieratori.

Il ricordo del gruppo

Solo un mese prima della sua scomparsa, Falugi era stato a Marostica insieme agli sbandieratori. Durante la settimana aveva assistito agli allenamenti dei ragazzi, seduto sulla sua sedia, come aveva fatto in tante altre occasioni.

Nel messaggio dedicato a Falugi, il gruppo ha ricordato i 60 anni di vita condivisa, sottolineando l’impegno, l’allegria e il richiamo costante al rispetto della storia e dei valori degli Sbandieratori. Parole che restituiscono il ruolo avuto dall’operatore televisivo nella vita dell’associazione e nel rapporto con le generazioni che ne hanno seguito il percorso.