A Orte è al centro di una polemica il caso di Giulio, un bambino di sette anni con disturbo dello spettro autistico. Secondo quanto riferito dai genitori, al minore sarebbe stata preclusa la possibilità di frequentare corsi di nuoto insieme agli altri coetanei nella piscina comunale.
La famiglia sostiene che il problema si sarebbe presentato nelle stagioni sportive 2025-2026 e 2026-2027. In base alla ricostruzione dei genitori, il bambino avrebbe incontrato difficoltà nell’inserimento nei gruppi e, invece delle lezioni collettive, gli sarebbe stato proposto un percorso individuale con un operatore dedicato.
La posizione della famiglia
I genitori ritengono che la partecipazione alle attività in gruppo rappresenti un passaggio importante per la socializzazione e l’inclusione del figlio. La loro posizione è che il nuoto, svolto insieme agli altri bambini, non costituisca soltanto un’attività sportiva, ma anche un’occasione di confronto e condivisione.
La famiglia afferma inoltre di essere in possesso di documentazione clinica a sostegno delle proprie richieste. I genitori riferiscono di aver avviato iniziative legali nei confronti del gestore dell’impianto e del Comune di Orte, contestando le modalità con cui sarebbe stata organizzata la partecipazione del bambino ai corsi.
La replica del gestore
La società Asd Inclusive Team, indicata come gestore dell’attività, respinge ogni accusa. Nel testo disponibile non vengono riportati ulteriori dettagli sulle ragioni della proposta individuale né una ricostruzione completa della posizione della società.
La vicenda resta quindi legata a due versioni contrapposte: da una parte la famiglia, che considera essenziale l’accesso alle lezioni collettive; dall’altra il gestore, che nega le contestazioni. Al centro del confronto ci sono le modalità di inserimento del bambino nei corsi della piscina comunale e il rapporto tra attività sportiva, sostegno individuale e partecipazione insieme ai coetanei.