Bologna (BO)

Famiglia con otto figli in attesa di una casa a Bologna

Mariangela Ciccarelli descrive il soggiorno temporaneo e i ritardi nell’assegnazione; Paola De Micheli richiama il requisito della residenza.

Mariangela Ciccarelli, madre di otto figli, vive con il marito e i bambini in una sistemazione temporanea a Bologna e attende l’assegnazione di un alloggio. La donna ha raccontato la propria situazione durante la trasmissione televisiva Quarta Repubblica, spiegando di essere entrata nella graduatoria comunale il 3 febbraio, senza però aver ancora ricevuto una chiamata.

La sistemazione in due camere

La famiglia, composta da dieci persone, alloggia in un bed and breakfast dotato di tre camere da letto. Una stanza è occupata da un altro ospite, mentre Mariangela, il marito e i figli utilizzano in comune bagno e cucina. Dal 20 luglio il nucleo familiare vive in due camere, con due letti singoli e due matrimoniali.

La donna ha riferito di cercare una soluzione abitativa stabile da oltre tre anni. Nel fine settimana, ha spiegato, lei e i figli si recano dalla nonna perché la situazione sarebbe diventata difficile da sostenere. Mariangela e il marito lavorano come baristi, ma le ricerche nel mercato privato non hanno portato a un risultato: secondo il suo racconto, alcuni proprietari si tirerebbero indietro quando apprendono che la famiglia ha otto figli.

La risposta sul requisito della residenza

Nel corso della trasmissione è intervenuta anche Paola De Micheli, esponente del Partito democratico, che ha dichiarato di conoscere la vicenda e di esserne stata informata. La parlamentare ha ricondotto i tempi della procedura all’assenza iniziale del requisito della residenza, indicato come un vincolo previsto dai regolamenti per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica.

De Micheli ha aggiunto che il Comune di Bologna, negli ultimi quattro anni, avrebbe riattivato 4.500 alloggi, di cui 1.600 ristrutturati, e che le graduatorie sono in fase di scorrimento. Quando arriverà il turno della famiglia, ha spiegato, sarà possibile procedere con l’assegnazione, anche perché il nucleo avrebbe ormai maturato più di tre anni di residenza.

La vicenda si inserisce nel problema più ampio dell’accesso alla casa per le famiglie numerose e in difficoltà. Nel suo intervento, De Micheli ha infine richiamato il fondo affitti nazionale da 330 milioni di euro, sostenendo che il suo azzeramento da parte del Governo avrebbe privato i territori di una risorsa destinata al sostegno abitativo.