La Procura ha impresso un’accelerazione all’inchiesta sui tumulti del 2 ottobre 2025, quando un’attivista conosciuta con il nome di battaglia Lince fu colpita a un occhio da un lacrimogeno e riportò conseguenze alla vista davanti alla stazione. La manifestazione era di carattere pro-Pal e in quel momento erano presenti diversi reparti delle forze dell’ordine impegnati nella gestione dell’ordine pubblico.
Acquisiti i filmati della Scientifica
Il procuratore aggiunto Morena Plazzi ha disposto l’acquisizione dei video integrali realizzati dalla Polizia Scientifica durante la manifestazione. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire ogni fase degli scontri e individuare la dinamica esatta del ferimento, verificando anche la posizione dei reparti e degli agenti che utilizzarono i lacrimogeni.
La Procura acquisirà inoltre la documentazione relativa al servizio di sicurezza, compresi gli ordini impartiti al Battaglione dei Carabinieri e ai reparti della Guardia di Finanza presenti sul posto, oltre agli atti riguardanti le unità della Polizia. Saranno poi ascoltati come persone informate sui fatti i responsabili dei reparti coinvolti nella gestione dell’ordine pubblico e gli agenti che in quella circostanza fecero ricorso ai gas lacrimogeni.
Il fascicolo resta contro ignoti
L’indagine è stata aperta contro ignoti per l’ipotesi di lesioni gravi colpose. Tuttavia, agli atti dell’autorità giudiziaria ci sarebbe anche un filmato che mostra il momento in cui Lince e un’altra attivista vengono colpite con manganellate. Per questo motivo dovrà essere valutata anche l’eventuale volontarietà delle condotte, ipotesi già presa in considerazione nella fase iniziale dell’inchiesta e poi non mantenuta nella riformulazione del fascicolo.
Al momento non sarebbe invece disponibile una ripresa che mostri con precisione l’istante in cui il lacrimogeno raggiunge l’occhio di Lince. È questo il motivo per cui gli investigatori stanno esaminando l’intera produzione video effettuata dalla Scientifica durante la giornata. Il materiale, insieme agli ordini di servizio e alle testimonianze dei responsabili dei reparti, dovrà contribuire a chiarire chi abbia utilizzato il dispositivo, da quale posizione e in quali condizioni.