Internazionale

A Bruxelles la Toscana rilancia la prevenzione cardiaca giovanile

Mazzeo ha illustrato un modello regionale durante una plenaria al Comitato europeo delle Regioni

Una patologia cardiaca può rimanere nascosta anche in un giovane che non avverte alcun disturbo. Da questa premessa è partito l’intervento di Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana e vicecapo della delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni, intervenuto in plenaria a Bruxelles sul piano europeo per la salute cardiovascolare.

Il modello toscano

Nel corso del suo intervento, Mazzeo ha richiamato la legge toscana dedicata alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa giovanile. Il provvedimento è stato sviluppato anche con il contributo scientifico di Michele Emdin e Alberto Giannoni, professori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e cardiologi della Fondazione Monasterio.

La normativa regionale prevede screening nelle scuole superiori, attività di formazione alla rianimazione rivolte a studenti e personale scolastico, una maggiore diffusione dei defibrillatori e l’istituzione di un registro regionale. L’obiettivo è migliorare la conoscenza del fenomeno, individuare in anticipo le situazioni di rischio e orientare le successive azioni di sanità pubblica.

La proposta in sede europea

Secondo Mazzeo, l’esperienza toscana si collega alla proposta contenuta nel parere europeo sull’estensione degli screening alle scuole e ai luoghi di lavoro. L’idea è portare la diagnosi precoce anche fuori dai contesti sanitari tradizionali e garantire interventi tempestivi ed efficaci in caso di emergenza.

Nel suo intervento, il vicepresidente del Consiglio regionale ha sottolineato che l’accesso alla diagnosi precoce non dovrebbe dipendere dal reddito o dal territorio di residenza. Il piano europeo, ha sostenuto, dovrebbe riconoscere alle Regioni un ruolo effettivo e assicurare risorse adeguate, favorendo lo scambio delle esperienze maturate nei diversi territori.

La proposta mira quindi a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, ricerca e strutture sanitarie, con l’obiettivo di rendere più uniforme l’individuazione dei rischi cardiovascolari tra i giovani. Per la Toscana, la legge regionale rappresenta il riferimento concreto portato nel confronto europeo sulla prevenzione della morte cardiaca improvvisa.