Il ruolo dei tecnici sanitari di radiologia medica è cambiato insieme all’evoluzione delle apparecchiature utilizzate nella diagnostica. A sottolinearlo è stata Carmela Galdieri, presidente nazionale dei tecnici sanitari di radiologia medica, intervenuta il 14 ottobre 2026 a Milano durante l’incontro con la stampa promosso dalla Società italiana di radiologia medica ed interventistica, Sirm, e dalla Commissione di albo nazionale della categoria.
Secondo Galdieri, l’ampliamento delle possibilità offerte dalla tecnologia ha accompagnato la crescita delle competenze richieste ai professionisti. Il tecnico di radiologia, ha spiegato, opera in un ambito che si sviluppa parallelamente all’innovazione delle strumentazioni e delle metodiche diagnostiche.
Il lavoro condiviso nella diagnostica
La presidente ha collegato l’evoluzione professionale alla qualità degli esami. L’impiego appropriato delle nuove tecnologie, nella sua valutazione, consente di ottenere esami diagnostici migliori e rappresenta un supporto anche per il radiologo nella fase di refertazione.
Galdieri ha inoltre evidenziato che i tecnici radiologi parteciperanno per la prima volta al prossimo Congresso Sirm. La presenza all’appuntamento è stata indicata come il segnale di una collaborazione ritenuta essenziale tra professionisti diversi, chiamati a lavorare insieme con un obiettivo comune: la tutela del paziente.
Condividere metodiche, offrire sostegno reciproco e coordinare le attività nella diagnostica sono, secondo la presidente, passaggi importanti per rafforzare il lavoro di équipe. Il confronto tra le competenze coinvolte dovrebbe favorire una gestione più integrata del percorso diagnostico, nel quale il tecnico radiologo svolge un ruolo sempre più legato all’uso consapevole delle apparecchiature.
Innovazione e attenzione alla dose
Nel suo intervento, Galdieri ha richiamato anche l’importanza di saper utilizzare strumenti di ultima generazione. Tra i vantaggi indicati c’è la possibilità di ottenere prestazioni diagnostiche adeguate con un risparmio di dose per il paziente, elemento considerato di interesse comune per tutti gli operatori sanitari coinvolti.
La presidente ha infine ricordato che il compito della categoria è accompagnare il paziente nel suo percorso, che in alcuni casi può avere anche carattere oncologico. In questo contesto, la disponibilità di tecnologie aggiornate viene descritta come un ulteriore avanzamento per la professione e per la collaborazione con il radiologo, sempre nell’ambito dell’assistenza diagnostica.