Internazionale

Procaccini (FdI-ECR) attacca il dossier che elenca le realtà in difesa della famiglia tradizionale

L'esponente politico critica la presentazione dell'indagine al Parlamento europeo definendo l'iniziativa una lista di proscrizione ideologica

Procaccini (FdI-ECR) attacca il dossier che elenca le realtà in difesa della famiglia tradizionale

Un’analisi presentata alla sede legislativa dell’Unione Europea suscita polemiche per la mappatura di organizzazioni e rappresentanti pubblici. La stesura del rapporto intitolato “The Hate Review”, curata dall’organizzazione Forbidden Colours su invito dell’eurodeputato socialista Marc Angel, raccoglie i profili di oltre 700 soggetti presenti in 47 Paesi differenti.

La posizione politica

Sulla vicenda interviene il rappresentante politico Nicola Procaccini (FdI-ECR), co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei presso l’assemblea comunitaria a Strasburgo.

“Schedare centinaia di associazioni e persone descrivendole con metafore come ‘contaminazione’ e ‘infezione’ solo perché difendono la vita, la famiglia e la libertà educativa, è un fatto grave e inquietante. La presentazione di The Hate Review oggi al Parlamento europeo da parte di Forbidden Colours, su invito del deputato socialista e questore del PE, Marc Angel, con la schedatura di oltre 700 persone e associazioni in 47 nazioni, rappresenta una folle deriva ideologica, pericolosa e inaccettabile.”

Solidarietà e contestazioni

L’esponente dei Conservatori esprime vicinanza alle realtà coinvolte nel documento, citando espressamente l’associazione Pro Vita & Famiglia e l’eurodeputato Paolo Inselvini.

“È paradossale che, in nome dell’inclusione, si finisca per indicare al pubblico ludibrio realtà che esercitano legittimamente la propria libertà di espressione e di associazione. La mia solidarietà alle persone e associazioni finite nella schedatura, in particolare Pro Vita & Famiglia e il collega europarlamentare Paolo Inselvini. Il Parlamento europeo non può diventare il palcoscenico di iniziative che alimentano odio culturale e politico. L’Europa torni a difendere la libertà, senza doppi standard e senza liste di proscrizione ideologiche.”