Si apre una settimana decisiva per Andrea Sempio, 38 anni, accusato dalla Procura di Pavia dell’omicidio di Chiara Poggi. Il 18 ottobre scade il termine per il deposito di memorie e controconsulenze nell’inchiesta, arrivata alla seconda chiusura, e la difesa sta valutando come rispondere alle relazioni depositate dai pubblici ministeri.
Nel frattempo, i genitori e il fratello della vittima confermano che non si costituiranno parte civile nei confronti di Sempio. Il loro legale, Gian Luigi Tizzoni, ha ribadito che i familiari restano convinti della responsabilità di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. La famiglia, inoltre, non potrebbe chiedere una seconda volta il risarcimento per lo stesso danno, già riconosciuto nell’ambito della sentenza passata in giudicato.
La scelta non incide sulla posizione dei Poggi come persone offese nel procedimento e non esclude, secondo quanto spiegato dal legale, la possibilità di intraprendere un’azione civile. Per Sempio, dopo la nuova chiusura dell’indagine, si profila la richiesta di rinvio a giudizio, che potrebbe essere presentata dalla Procura nelle prossime settimane.
Le consulenze al vaglio della difesa
È prevista una riunione tra i legali e i consulenti di Sempio per decidere su quali punti intervenire e quante osservazioni presentare. Tra i documenti depositati dai pm figura la relazione dell’antropologa forense Cristina Cattaneo e di Biagio Eugenio Leone, secondo cui l’intervallo tra le prime lesioni e la morte di Chiara sarebbe più verosimilmente compreso tra alcune decine di minuti: non inferiore, con prudenza, a circa 15-30 minuti e plausibilmente tra 30 e 60 minuti.
Un’altra consulenza, firmata da Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, sostiene la compatibilità tra le dimensioni di una scarpa Frau numero 42 e quelle del piede di Sempio. I familiari di Chiara avevano già depositato a maggio due consulenze. Una riguarda una traccia ematica sul battente della porta, mai sottoposta a campionatura, che per la sua posizione indicherebbe la presenza della vittima in piedi e collocherebbe l’inizio dell’aggressione nella cucina della villetta di via Pascoli. La seconda riguarda invece la cosiddetta impronta a pallini, ritenuta non attribuibile a Sempio.
Gli accertamenti sul Ris di Parma
Restano attese anche le convocazioni di testimoni nel filone dedicato all’operato del Ris di Parma durante la prima indagine, coordinata dalla pm di Vigevano Rosa Muscio, oggi giudice a Milano. Dopo le audizioni dell’ex comandante Luciano Garofano, del capitano Alberto Marino e di altri carabinieri del Reparto Investigazioni Scientifiche, sui prossimi interrogatori viene mantenuto il riserbo.
Il fascicolo è nato soprattutto dalle richieste della difesa di Stasi di acquisire il materiale utilizzato nel 2007 nei laboratori di Palazzo Ducale: i dati grezzi del test genetico eseguito sulla bicicletta di Alberto, le immagini fotografiche di impronte come quelle rilevate sul dispenser del bagno e gli altri reperti ancora disponibili dopo la distruzione di parte del materiale. L’obiettivo indicato dalla difesa è verificare eventuali errori o irregolarità nelle indagini dell’epoca e creare i presupposti per chiedere la revisione della condanna. Per arrivare a quel passaggio, però, sarebbe necessario affrontare i tre gradi di giudizio nei confronti dei militari dell’Arma che parteciparono agli accertamenti originari.