Frode fiscale, indagine tra Roma, Latina e Viterbo

Gli accertamenti delle Fiamme gialle hanno portato ai domiciliari un tributarista di Tarquinia.

È partita dai controlli della Guardia di finanza su due società l’indagine che ha portato alla ricostruzione di un presunto sistema organizzato di frode fiscale e contributiva. Gli accertamenti si sono sviluppati tra le province di Roma, Latina e Viterbo e hanno riguardato i rapporti tra aziende utilizzatrici e cooperative incaricate di fornire manodopera.

Le verifiche sulle cooperative

Secondo l’ipotesi investigativa, il meccanismo avrebbe fatto ricorso a cooperative per la gestione del personale, con il mancato versamento di imposte e contributi. I primi controlli avrebbero evidenziato anomalie nei rapporti contrattuali tra le imprese e le società fornitrici di lavoratori, facendo scattare ulteriori approfondimenti sulla documentazione acquisita.

Le Fiamme gialle hanno esaminato contratti di appalto e distacco, buste paga, dichiarazioni fiscali e certificazioni di regolarità contributiva, oltre agli atti relativi ai rapporti di lavoro. L’analisi dei documenti avrebbe consentito agli investigatori di ricostruire i passaggi del presunto sistema e di valutare le responsabilità dei soggetti coinvolti.

La misura cautelare

A gestire il presunto meccanismo illecito, secondo l’accusa, ci sarebbe Daniele Moretti, 51 anni, tributarista di Tarquinia. Per l’uomo la gip del tribunale di Roma, Paola Petti, ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L’inchiesta è coordinata dal pm romano Pasquale Mandolfino. Il procedimento riguarda le ipotesi di frode fiscale e contributiva emerse dagli accertamenti sulle società e sulle cooperative coinvolte. Le contestazioni dovranno essere valutate nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza.