Dopo i 60 anni è comprensibile chiedersi se sia necessario controllare il pancreas, soprattutto perché il tumore di quest’organo può svilupparsi senza sintomi evidenti. Quando presenti, i segnali possono però assomigliare a disturbi comuni, come riduzione dell’appetito, dolore nella parte alta dell’addome o alla schiena e difficoltà digestive.
L’età, da sola, non è tuttavia un motivo per sottoporsi a esami periodici. Lo screening del tumore pancreatico non è raccomandato nelle persone senza sintomi e senza un rischio ereditario o familiare particolare. È quindi importante distinguere tra controlli eseguiti in assenza di disturbi, accertamenti richiesti da sintomi nuovi o inspiegati e sorveglianza specialistica per chi presenta un rischio elevato.
Quando un disturbo merita attenzione
Perdita di peso non intenzionale, scarso appetito, dolore addominale o alla schiena e problemi digestivi non sono segnali specifici del tumore pancreatico. Possono dipendere da molte altre condizioni. A renderli meritevoli di una valutazione è soprattutto il loro andamento: se sono nuovi, peggiorano o persistono, è opportuno parlarne con un medico senza aspettare che compaiano altri sintomi.
Anche l’assenza di disturbi non esclude completamente una malattia del pancreas, che può restare silenziosa. Allo stesso tempo, la presenza di un singolo sintomo non equivale a una diagnosi. Serve un’interpretazione clinica, evitando di ricorrere autonomamente a esami o conclusioni.
Un segnale da non trascurare è l’ittero, cioè la colorazione gialla della pelle o del bianco degli occhi. Può associarsi a urine scure, feci più chiare del solito e prurito. In questo caso è necessaria una valutazione medica urgente: l’ittero non indica automaticamente un tumore pancreatico, ma deve essere approfondito in tempi brevi.
La combinazione dei segnali dopo i 60 anni
Nel percorso britannico per il sospetto di tumore, il NICE indica di considerare accertamenti urgenti nelle persone che hanno compiuto 60 anni quando alla perdita di peso si associa almeno uno tra dolore addominale o alla schiena, diarrea o stitichezza, nausea o vomito e diabete comparso di recente.
Il punto centrale è dunque la combinazione con il dimagrimento, non il singolo disturbo. In quel percorso il primo esame da considerare è una TC urgente, oppure un’ecografia se la TC non è disponibile. In Italia, tempi e modalità dipendono dall’organizzazione sanitaria locale. La soglia dei 60 anni è una scelta assistenziale, non un confine biologico: soddisfare questi criteri significa avere un sospetto da chiarire, non una malattia.
Il diabete di nuova insorgenza può essere associato al tumore pancreatico, ma la maggior parte delle persone che sviluppa il diabete non avrà questo tumore. Il segnale acquista maggiore significato se accompagnato da dimagrimento o da altri disturbi sospetti; in assenza di sintomi, una nuova diagnosi di diabete non giustifica da sola esami del pancreas.
Il dosaggio del CA 19-9 non è un controllo risolutivo: può aumentare per cause non tumorali, come pancreatite o malattie delle vie biliari, e alcune persone non producono questo marcatore anche in presenza di un tumore. Un valore normale non esclude quindi la malattia, mentre uno alto non la conferma.
I nuovi test del sangue sono ancora oggetto di ricerca. Dimostrare che riescono a distinguere campioni malati da campioni sani non basta a provare che il loro uso di routine riduca la mortalità. Per questo lo screening generalizzato non è raccomandato. Una situazione diversa riguarda chi ha predisposizioni genetiche o una storia familiare significativa: in questi casi può essere indicata una sorveglianza specialistica con risonanza magnetica o ecoendoscopia, stabilita in base al rischio individuale.