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Franco Bertoli: così si allena l’energia personale

L’ex capitano azzurro indica pratiche quotidiane per gestire pensieri, obiettivi e relazioni

Sul palco di I Feel Good 2026, l’evento dedicato al benessere, è intervenuto Franco Bertoli, ex capitano della Nazionale italiana di pallavolo. Friulano, 68 anni, Bertoli ha vinto il bronzo olimpico a Los Angeles nel 1984 e oggi lavora come allenatore, mental coach, formatore e speaker. Nel suo intervento ha parlato del rapporto tra corpo, mente e stato d’animo, a partire dai contenuti del suo libro L’energia che sei.

Secondo Bertoli, nella vita non sono soltanto le competenze a determinare i risultati. Contano anche motivazione, coraggio e passione, elementi che possono influenzare il modo in cui affrontiamo il lavoro, le relazioni e le difficoltà. La pallavolo offre un esempio concreto: atleti tecnicamente preparati possono avere prestazioni diverse a seconda della loro condizione emotiva. Per questo, sostiene, è importante imparare a riconoscere e allenare la propria energia, prendendosi cura di sé.

Corpo e mente, un equilibrio da ritrovare

Uno dei problemi più diffusi, osserva Bertoli, è l’eccesso di pensieri. L’overthinking può alimentare la stanchezza mentale e influire anche sul corpo, irrigidendo i movimenti e rendendo più difficile concentrarsi. Corpo, mente e spirito, però, non sono dimensioni separate. Camminare, praticare yoga o fare attività fisica può aiutare a interrompere il rimuginio e a ridurre il flusso di pensieri inutili.

Un altro passaggio riguarda l’attenzione. «Dove metti l’attenzione, va la tua energia», è il principio indicato da Bertoli. In un contesto segnato da informazioni e sollecitazioni continue, la scelta di ciò a cui dare importanza diventa quindi centrale. Non tutto dipende dalla nostra volontà, ma possiamo decidere quali priorità seguire e in quale direzione muoverci.

Per conoscersi meglio, l’ex atleta invita a osservare ciò che ci fa stare bene e ciò che permette di esprimere le nostre capacità. Raccontando una crisi personale vissuta intorno ai 45 anni, ha spiegato di aver intrapreso un percorso di ricerca dopo la separazione e la difficoltà di lasciare il passato. Da quell’esperienza ha ricavato il riferimento a Nietzsche, «Diventa ciò che sei», inteso come invito a costruire con consapevolezza la propria identità.

Obiettivi, abitudini e relazioni

Bertoli distingue poi tra performance e risultato. L’obiettivo è necessario perché orienta l’azione, ma concentrarsi soltanto sul traguardo può aumentare ansia e paura di fallire. Più utile è occuparsi del percorso e delle azioni concrete, un passo alla volta. Per restare nel presente suggerisce di usare il corpo e il respiro: una camminata, una pedalata o una respirazione profonda possono favorire calma e lucidità.

Il benessere, aggiunge, richiede continuità. Sonno regolare, movimento, alimentazione, idratazione e recupero sono le basi di un equilibrio quotidiano, insieme al contatto con la natura e alle relazioni sociali. Nei rapporti con gli altri propone inoltre quattro parole: ascolto, accoglienza, alleanza e autenticità. Infine, invita a dedicare più attenzione ai propri talenti che alle debolezze, coltivando le capacità e riconoscendo quelle delle persone vicine. A chiudere l’intervento sono stati due concetti: il coraggio di agire e la gratitudine per ciò che si ha.