Tarquinia (VT)

Fenicottero salvato, il rilascio nella Riserva di Tarquinia

Dopo cure e riabilitazione, l’esemplare è stato trasferito per favorirne l’unione con altri giovani della specie.

Alle prime luci dell’alba, un giovane fenicottero è stato liberato nella Riserva naturale delle Saline di Tarquinia, dopo un percorso di soccorso, cura e riabilitazione seguito dai carabinieri Forestali. L’operazione ha coinvolto il reparto Biodiversità di Roma e quello di Pescara, con l’obiettivo di restituire l’animale al suo ambiente naturale nelle migliori condizioni possibili.

Il recupero sul litorale abruzzese

La vicenda era iniziata il 22 settembre sul litorale di Fossacesia, in provincia di Chieti. Il giovane esemplare, nato nel corso dell’anno, stava affrontando la prima migrazione della sua vita quando è stato trovato in condizioni di estrema debilitazione. A segnalarlo è stato un cittadino. Mentre il resto dello stormo si allontanava all’arrivo dei soccorritori, il fenicottero è rimasto a terra, consentendo un recupero rapido.

L’animale è stato affidato al Centro recupero animali selvatici di Pescara, gestito dal reparto carabinieri Biodiversità della città. Qui è stato sottoposto alle valutazioni del veterinario convenzionato Gianmaria Antonazzo e a un percorso di cura per superare l’infezione e recuperare il peso forma. La fase di degenza si è svolta nella Riserva naturale regionale e Oasi Wef Lago di Penne, all’interno di una speciale area di semi-libertà.

Il trasferimento alle Saline

La sistemazione ha permesso al fenicottero di alimentarsi in autonomia, riducendo il rischio di imprinting, cioè l’assuefazione alla presenza umana, e preservandone il comportamento selvatico. Una volta guarito, i carabinieri Forestali, d’intesa con il veterinario e con esperti ornitologi, hanno valutato il luogo più adatto per il rilascio. Riportarlo sul litorale di Fossacesia avrebbe potuto esporlo a rischi, poiché era rimasto solo e l’Abruzzo è soprattutto un’area di passaggio e sosta, senza colonie stabili o riproduttive.

La scelta è quindi caduta sulla Riserva delle Saline, un’ex salina di circa 150 ettari dismessa nel 1997 e oggi caratterizzata da un habitat umido di rilevante interesse ecologico. L’area ospita regolarmente piccoli stormi di fenicotteri, compresi giovani esemplari. L’apertura della gabbia di trasporto ha segnato il ritorno dell’animale in natura. Nei prossimi giorni il personale specializzato continuerà a osservarlo a distanza, per verificare il reinserimento e la sua integrazione con gli altri fenicotteri presenti nella riserva.