Nepi (VT)

Nepi, prorogate le ricerche di litio nella valle di Baccano

Comune valuta un’azione amministrativa per tutelare falda e paesaggio, coinvolti anche boro e solfato potassico

La Regione Lazio ha prorogato di due anni il permesso di ricerca del litio nella valle di Baccano, area che ricade in parte nel territorio di Nepi. Con il nuovo provvedimento, le indagini sono state estese anche al boro e al solfato di potassio. Il permesso, denominato Campagnano, riguarda circa 1.213 ettari al confine tra Campagnano di Roma e Nepi.

La decisione è stata illustrata martedì durante il consiglio comunale di Nepi, che ha confermato all’unanimità il parere contrario già espresso due anni fa. L’amministrazione guidata dal sindaco Vita ha affidato la documentazione a un legale per valutare un ricorso al Tar, con la richiesta di sospendere o annullare la proroga concessa dalla Regione.

Il permesso e l’area interessata

Il titolo di ricerca era stato rilasciato nel 2022 a Energia Minerals, società appartenente al gruppo australiano Altamin. L’area coinvolge soprattutto la valle di Baccano e solo in misura limitata il territorio comunale nepesino, nella zona di Settevene. Il permesso confina con quello di Cesano, dove Vulcan Energy ed Enel Green Power stanno studiando modalità per ricavare il litio dalle acque calde profonde.

Nel corso del consiglio comunale, l’amministrazione ha ribadito la necessità di tutelare le caratteristiche naturali del territorio e la falda acquifera delle Antiche Terme dei Gracchi. Dalla stessa falda nasce l’Acqua di Nepi, imbottigliata dal 1893 e considerata una delle principali risorse del territorio.

La valutazione di un ricorso

Il sindaco ha spiegato che il Comune intende affrontare la questione con decisione, pur riconoscendo la dimensione internazionale della società coinvolta. La documentazione è già stata trasmessa a un legale, che dovrà verificare la possibilità di promuovere un’azione amministrativa contro la proroga del permesso.

Il procedimento riguarda dunque la prosecuzione delle attività di ricerca e l’ampliamento delle sostanze oggetto delle indagini. La posizione del Comune di Nepi resta contraria, in particolare per le possibili conseguenze sulla falda e sul patrimonio naturale dell’area interessata.