ARQUATA DEL TRONTO – Ci sono notti che hanno segnato per sempre la storia dei Sibillini. Quelle di dieci anni fa, quando il terremoto sconvolse l’Appennino centrale, portando morte, paura e distruzione. Ma ci sono anche notti in cui queste montagne regalano spettacoli immensi, capaci di raccontare al mondo la straordinaria bellezza dei Sibillini.
È la suggestione racchiusa nello scatto del fotografo marchigiano Andrea Curzi, 41 anni, di Porto San Giorgio, che ha immortalato la Via Lattea mentre sembra eruttare dalla cima del Monte Vettore, con le nebulose rossastre a illuminare il cielo dei Sibillini.”Per me è una soddisfazione personale, ma soprattutto mi fa piacere che un’immagine realizzata sui Sibillini sia arrivata fino a Londra e sia stata selezionata in un concorso di questo livello”, dice all’ANSA. La foto è stata pubblicata anche nel volume ufficiale del concorso e figura nella selezione della categoria “Skyscapes”, dedicata ai paesaggi celesti.
La fotografia, intitolata “The eruption of silence” (L’eruzione del silenzio), è stata selezionata tra le finaliste dell’Astronomy Photographer of the Year 2026, il prestigioso concorso internazionale organizzato dai Royal Museums Greenwich. Lo scatto, realizzato a Forca di Presta, nel territorio di Arquata del Tronto, è ora esposto al National Maritime Museum di Greenwich, a Londra, dove resterà fino al 2 agosto 2027.
Dietro quell’immagine ci sono mesi di preparazione, lo studio dell’allineamento tra la montagna e la Via Lattea, possibile soltanto in un determinato periodo dell’anno, e diverse ore di lavoro notturno. Le nebulose rosse, catturate grazie a una fotocamera modificata, creano l’illusione di un vulcano in eruzione sopra la sagoma scura del Vettore.
Per Curzi, che si dedica alla fotografia dal 2017 e ne ha fatto una professione, è la seconda finale al concorso di Greenwich, dopo quella del 2024 con uno scatto realizzato a Tenerife. Questa volta, però, protagonista è la sua terra.
Tra quasi 4mila fotografie candidate da 66 Paesi, i Sibillini conquistano così una vetrina internazionale.
Una fotografia che, oltre a conquistare una delle più prestigiose vetrine internazionali dell’astrofotografia, diventa anche un invito a scoprire i Sibillini, la bellezza dei loro paesaggi e la magia delle loro notti. A dieci anni dal terremoto, un’immagine che racconta un territorio capace ancora di stupire e di attrarre, ricordando quanto sia prezioso il patrimonio naturale di queste montagne e perché valga la pena continuare a viverle, custodirle e farle conoscere.