Biella (BI)

A Biella la parola piemontese del mese è òm

Il Circolo sardo Su Nuraghe propone per ottobre 2026 la voce che indica l’essere umano nelle varianti piemontesi

Per ottobre 2026 il Circolo culturale sardo Su Nuraghe di Biella dedica la propria rubrica linguistica alla voce piemontese òm, òmo, equivalente di uomo. L’iniziativa si inserisce nel percorso con cui gli emigrati sardi e le loro comunità intendono rendere omaggio alla terra di accoglienza, attraverso la conoscenza delle parole e delle espressioni del territorio.

La voce e le sue varianti

Il termine è indicato come sostantivo maschile e presenta diverse forme al plurale: òm, òmo, òmni e òmini. La scheda registra il significato principale di essere umano e raccoglie esempi tratti da opere di autori piemontesi, con traduzione in italiano. Tra questi compaiono Gianrenzo Clivio, Barba Tòni, pseudonimo di Toni Boudrìe, Gianfranco Gribaudo e Tavo Burat, nome letterario di Gustavo Buratti Zanchi.

Le citazioni mostrano l’uso della parola in contesti differenti. Nei versi attribuiti a Clivio, gli òmini sono descritti mentre avanzano a tentoni, come ubriachi, oppure vengono associati all’immagine di un turbinio che li investe. In un esempio tratto da Barba Tòni, l’uomo ucciso diventa il soggetto di un’espressione figurata. La selezione proposta dalla rubrica mette così in evidenza non soltanto il vocabolo, ma anche la varietà delle costruzioni e dei significati legati alla tradizione piemontese.

Testimonianze e memoria linguistica

Altri esempi arrivano dalla produzione di Tavo Burat e presentano l’uomo celtico, raffigurato con la lunga capigliatura, oppure l’uomo interiore che si agita per liberarsi dal peso della tristezza. La scheda comprende inoltre l’espressione òm da sach e da còrda, riportata da Gribaudo e resa, in senso figurato, con il significato di furfante.

Il materiale è accompagnato da un riferimento iconografico: il capolettera M del Sacramentarium Episcopi Warmundi, il sacramentario del vescovo Warmondo di Ivrea, datato alla fine del X secolo e conservato nella Biblioteca Capitolare di Ivrea, manoscritto 31 LXXXVI. L’immagine è indicata come proveniente dalla riproduzione Priuli Verlucca del 1990, presente a Biella nella collezione del commendatore Mario Coda.

La rubrica collega quindi lessico, letteratura e documentazione storica, proponendo una nuova parola piemontese attraverso le testimonianze di studiosi e scrittori. L’obiettivo dichiarato è valorizzare la lingua della comunità di accoglienza nel quadro dell’attività culturale del Circolo sardo Su Nuraghe.