Valle d'Aosta

AVS chiede la cessazione delle cariche per Testolin e Bertschy

Il partito contesta la gestione della Regione e richiama l’udienza sull’ineleggibilità in Giunta fissata per il 13 ottobre.

Alleanza Verdi e Sinistra chiede la cessazione delle cariche del presidente della Regione Renzo Testolin e del vicepresidente Luigi Bertschy, indipendentemente dall’esito del ricorso sull’ineleggibilità in Giunta. La posizione è stata espressa dal partito in una nota, nella quale viene definito insoddisfacente e incoerente il modo di amministrare dei due esponenti unionisti.

Secondo AVS, Testolin e Bertschy avrebbero assunto un atteggiamento sprezzante nei confronti della legge. Il partito sostiene quindi che la permanenza nelle rispettive funzioni non sia opportuna e chiede una valutazione politica che non dipenda esclusivamente dalle decisioni della magistratura. L’udienza sul ricorso è prevista per il 13 ottobre.

Le contestazioni sulla gestione di CVA

Nel documento, AVS afferma che presidente e vicepresidente avrebbero lasciato per anni CVA senza indirizzi regionali. Questa situazione, secondo la ricostruzione del partito, avrebbe consentito a un amministratore delegato definito fuori controllo di approvare un piano strategico considerato pericoloso per la Valle d’Aosta. La stessa persona risulta oggi indagata nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Palermo, elemento citato da AVS a sostegno delle proprie critiche.

La formazione politica richiama inoltre la scadenza, tra poco più di due anni, di 29 concessioni idroelettriche attualmente in capo a CVA. A giudizio di AVS, il presidente della Regione e l’assessore all’Energia non avrebbero ancora chiarito quali iniziative intendano adottare per conservare le concessioni alla società.

Le altre questioni richiamate da AVS

La nota prende in esame anche altri dossier regionali. AVS cita il referendum sulla legge elettorale, organizzato nel periodo di Ferragosto, e i ritardi nella riapertura della linea ferroviaria Aosta-Ivrea. Il partito definisce inoltre un flop le iniziative legate alla costituzione delle Comunità energetiche regionali.

Nella parte conclusiva, AVS contesta quella che considera una dipendenza totale dell’Union Valdôtaine e dei suoi alleati dalle decisioni dei giudici. Secondo il partito, mancherebbe un ragionamento concreto e responsabile sulle conseguenze politiche e istituzionali della vicenda. La situazione, sostiene ancora la formazione, resta sospesa in attesa dell’udienza del 13 ottobre, dalla quale dipenderanno i prossimi passaggi del confronto sull’ineleggibilità.