Cavriglia (AR)

A Cavriglia apre Memorie Sonore, tra immagini e voci

Sabato 10 ottobre, nella sede della Filarmonica U. Giordano, saranno presentati 18 lavori con codici per ascoltare racconti legati alla comunità

Sarà inaugurata sabato 10 ottobre alle 18, nella sede della Filarmonica U. Giordano in piazza Berlinguer a Cavriglia, la mostra Memorie Sonore. L’esposizione nasce al termine di un percorso progettuale sviluppato con la partecipazione della Filarmonica, del Gruppo Fotografico Carpe Diem e dell’Associazione Culturale Paro Paro APS.

L’allestimento è stato realizzato nei mesi estivi attraverso il coinvolgimento di cittadini e volontari, impegnati nel recupero e nella cura dell’immobile destinato a ospitare la sede della Filarmonica. All’ingresso i visitatori troveranno la Porta dell’Armonia, restaurata da Maurizio Sciarradi, insieme ad altri elementi recuperati e rigenerati durante i lavori.

Un percorso tra memoria e partecipazione

La mostra comprende 18 immagini corredate da QR code. I codici consentono di ascoltare voci narranti che raccontano aspetti del passato e del presente legati alla memoria dei cavrigliesi. Il progetto utilizza quindi la voce, definita nel testo come lo strumento per eccellenza, per proporre un percorso dedicato alla storia e al patrimonio della comunità.

Secondo quanto riferito dagli organizzatori, l’iniziativa è stata resa possibile da una progettazione partecipata, sviluppata nell’ambito delle opportunità previste dal bando cultura collegato al percorso di rigenerazione strutturale e culturale dell’Antico Borgo di Castelnuovo d’Avane. Il progetto, spiegano i promotori, ha superato il solo adempimento previsto dal bando grazie al contributo diretto dei cittadini e delle associazioni coinvolte.

Il sindaco Leonardo Degl’Innocenti o Sanni ha sottolineato che progetti come quello presentato dalla Filarmonica rappresentano lo spirito del bando, perché coinvolgono componenti attive della comunità e contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio locale. La presidente della Filarmonica U. Giordano, Serena Bonaccini, ha invece evidenziato che senza questa opportunità non sarebbe stato possibile restituire alla popolazione l’immobile restaurato e rimodernato.