Norse Atlantic Airways continua a operare con una capacità ridotta a causa dell’aumento dei prezzi del carburante per aerei, nonostante il miglioramento dei ricavi unitari. La compagnia norvegese, specializzata nei collegamenti a lungo raggio a basso costo, sta affrontando una fase delicata per la sostenibilità del proprio modello di business.
A luglio Norse ha avviato una procedura formale per valutare una potenziale vendita o fusione. Parallelamente, la società sta discutendo con altre compagnie aeree il leasing di alcuni Boeing 787 che IndiGo dovrebbe restituire alla fine di ottobre. Il titolo ha perso circa il 92% del valore di mercato nel corso dell’anno, penalizzato dai timori legati alla crescita dei costi operativi e alla tenuta finanziaria dell’azienda.
Carburante più caro e capacità ridotta
Norse è tra i vettori maggiormente esposti alle oscillazioni del prezzo del jet fuel, poiché non dispone di una copertura contro il rischio di fluttuazione dei costi. Secondo quanto riportato nel testo, il prezzo del carburante è più che raddoppiato dall’inizio della guerra con l’Iran, comprimendo i margini dell’intero comparto e aumentando la pressione soprattutto sulle compagnie aeree di dimensioni più contenute.
Nel suo bollettino mensile sul traffico, la compagnia con sede ad Arendal ha comunicato un aumento del 35% dei ricavi unitari rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il fattore di carico, cioè la percentuale di posti occupati, ha raggiunto il 96,9%, un dato che segnala un’elevata riempitura degli aeromobili impiegati.
Il miglioramento degli indicatori unitari non è però bastato a compensare la riduzione dell’attività. Il mese scorso Norse ha trasportato 109.202 passeggeri, quasi un terzo in meno rispetto al 2025. La scelta di ridurre l’offerta è stata confermata dall’amministratore delegato Eivind Roald, secondo cui la società sta adeguando l’impiego della flotta al protrarsi dei prezzi elevati del carburante.
Rete statunitense ridimensionata
«Continuiamo a operare con capacità ridotta in risposta ai prolungati prezzi elevati del carburante, ottimizzando al contempo l’allocazione della nostra flotta per il futuro», ha dichiarato Roald in un comunicato. L’amministratore delegato ha aggiunto che Norse sta attribuendo maggiore attenzione alle prenotazioni verso le destinazioni dell’Estremo Oriente, nel tentativo di orientare la capacità disponibile verso i mercati ritenuti più rilevanti.
Fondata nel 2021 con l’obiettivo di offrire collegamenti transatlantici a basso costo tra Europa e Stati Uniti, la compagnia ha ridimensionato la propria rete americana nel corso dell’anno. A partire da novembre, sul sito di Norse risultano disponibili biglietti per una sola destinazione negli Stati Uniti: Orlando, in Florida. La riduzione dell’offerta si inserisce nel più ampio processo di revisione delle operazioni avviato dalla società, mentre restano aperte le prospettive di una vendita o di un’aggregazione con un altro vettore.