Sono 92 i minori vittime di reato in Umbria nel 2025, con una diminuzione del 17,9 per cento rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dal Dossier Indifesa 2026 di Terre des Hommes, elaborato sulla base delle informazioni del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale. Il rapporto è stato presentato in vista della Giornata internazionale delle bambine, in programma l’11 ottobre.
Le vittime registrate in Umbria rappresentano lo 0,08 per cento della popolazione minorile regionale. Secondo il dossier, la regione è l’unica in Italia a non evidenziare una prevalenza femminile sul totale: bambine e ragazze costituiscono infatti il 47,8 per cento delle vittime. Il dato complessivo cambia però quando si considerano i reati a sfondo sessuale, nei quali la componente femminile risulta nettamente maggioritaria.
I reati più frequenti
Nel 2025 sono state complessivamente 27 le vittime minorenni di reati sessuali in Umbria, pari al 29,3 per cento del totale dei reati commessi ai danni di persone minorenni. Il 77,8 per cento delle vittime era di sesso femminile. La fattispecie più numerosa resta tuttavia quella dei maltrattamenti in famiglia, con 39 vittime, pari al 42,4 per cento del totale regionale.
Il dato sui maltrattamenti concentra quindi quasi la metà dei casi registrati tra i minori umbri. La distribuzione delle vittime evidenzia, da un lato, il peso delle violenze maturate nel contesto familiare e, dall’altro, la particolare esposizione di bambine e ragazze nei reati di natura sessuale. Il rapporto non fornisce ulteriori dettagli territoriali all’interno della regione.
Il confronto con il dato nazionale
A livello nazionale, nel 2025 le vittime minorenni di reato sono state 7.272, l’1 per cento in più rispetto al 2024 e il 43 per cento in più rispetto al 2015. Anche in Italia i maltrattamenti in famiglia rappresentano la fattispecie più numerosa, con 3.008 vittime, pari al 41,4 per cento del totale.
Seguono la violenza sessuale, con 881 vittime, la violenza sessuale aggravata, con 664, e l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637 casi. Nei reati sessuali la componente femminile raggiunge il 82,6 per cento, con 2.024 vittime su 2.451. La percentuale sale all’87 per cento per la violenza sessuale e all’86 per cento per quella aggravata.
I dati sono stati illustrati nella sede dell’Anci nazionale a Roma, alla presenza, tra gli altri, del presidente dell’Anci Gaetano Manfredi e del prefetto Raffaele Grassi, vice capo della Polizia e direttore centrale della Polizia criminale. Durante l’incontro è stata inoltre anticipata la firma di un protocollo d’intesa tra Anci e Fondazione Terre des Hommes Italia, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei Comuni nella promozione dei diritti, nella prevenzione della violenza e nella protezione di bambini, bambine e adolescenti.