airBaltic ha annunciato un piano di riduzione del personale che potrebbe portare a 500-700 esuberi nelle basi di Riga, Vilnius e Tallinn. La compagnia lettone conta complessivamente circa tremila dipendenti: il taglio inciderebbe quindi tra il 17% e il 23% dell’organico. La misura rientra nella ristrutturazione avviata dopo il ricorso al Chapter 11 negli Stati Uniti.
Il numero definitivo dei posti di lavoro destinati a essere soppressi non è ancora stato stabilito. La decisione dipenderà dall’esito del confronto con i sindacati sulle possibili riduzioni dell’orario per piloti e personale di cabina, oltre che dalla nuova struttura organizzativa della compagnia, attesa entro metà ottobre. airBaltic ha notificato la procedura di licenziamento collettivo alle autorità competenti dei tre Paesi baltici e ha precisato di non avere ancora individuato i singoli dipendenti coinvolti.
Il confronto con i sindacati
Le trattative si preannunciano difficili. Dace Kavasa, presidente del sindacato lettone dell’aviazione, ha accusato il management di avere comunicato il piano senza un coinvolgimento adeguato dei rappresentanti dei lavoratori. I colloqui formali dovrebbero cominciare il 15 ottobre.
Sulla vicenda è intervenuto anche il primo ministro lettone Andris Kulbergs, che ha definito l’annuncio una «notizia pesante». Il capo del governo ha chiesto alla società di informare tempestivamente e personalmente i dipendenti interessati e di rispettare gli obblighi di legge. Il ministero dei Trasporti ha sottolineato che la procedura dovrà essere pienamente conforme alla normativa lettone e alle direttive dell’Unione europea.
La compagnia ha inoltre chiarito che, almeno per il momento, il ridimensionamento non comporterà modifiche all’operativo dei voli. Restano quindi incluse le rotte da Riga verso Roma Fiumicino e Milano Malpensa. L’eventuale riduzione degli organici sarà definita nelle prossime settimane, parallelamente al confronto sulle condizioni di lavoro.
Flotta e conti sotto pressione
I tagli rappresentano uno degli elementi del piano di ristrutturazione più ampio presentato da airBaltic. Il business plan prevede una riduzione della flotta da 54 a 36 aeromobili entro la fine dell’anno, accompagnata da un ridimensionamento della capacità. Con il ricorso al Chapter 11, presentato a settembre, il vettore ha ottenuto accesso a 140 milioni di euro nell’ambito di un pacchetto finanziario complessivo da 350 milioni.
Tra i fattori che hanno aggravato la situazione figurano l’aumento del prezzo del carburante legato alla crisi geopolitica in Medio Oriente, una struttura finanziaria fragile, la perdita dei mercati russo e ucraino e i problemi ai motori Pratt & Whitney installati sugli Airbus A220. Nel 2025 la compagnia ha chiuso con una perdita netta di 44,3 milioni di euro, a fronte di ricavi pari a 779,3 milioni, dopo avere trasportato circa 5,2 milioni di passeggeri.