Rifondazione Comunista rilancia il tema dell’emergenza abitativa e chiede un cambio di priorità nelle politiche pubbliche. In un comunicato, la segretaria provinciale Stefania Amarugi denuncia la mancanza di risorse destinate al diritto all’abitare e contesta gli investimenti europei e nazionali orientati, secondo il partito, soprattutto alla spesa militare.
La situazione descritta riguarda centinaia di famiglie alle prese con affitti, rate dei mutui e bollette energetiche considerate non più sostenibili. Rifondazione sostiene che, di fronte alle difficoltà economiche, la risposta delle istituzioni si traduca troppo spesso in sgomberi e sfratti, invece che in interventi di sostegno e nell’aumento dell’offerta di alloggi accessibili.
Le richieste sul diritto alla casa
Nel documento vengono richiamate anche le iniziative di movimenti, sindacati e associazioni di diversi Paesi, che chiedono all’Unione Europea di contrastare la finanziarizzazione dell’abitare, rafforzare l’edilizia pubblica e coinvolgere maggiormente la società civile nelle decisioni comunitarie. Secondo i promotori dell’appello, la crisi abitativa è diventata una delle principali fratture sociali del continente.
Il partito collega l’emergenza alla riduzione degli investimenti nel welfare e nell’edilizia residenziale pubblica, oltre che alla crescente trasformazione degli immobili in strumenti di rendita. Tra gli effetti indicati figurano affitti fuori controllo, insufficienza del patrimonio pubblico, sfratti, espulsione dei residenti dai centri storici e una quota sempre più elevata del reddito familiare destinata alla casa.
Un ulteriore elemento di contraddizione, secondo Rifondazione, è rappresentato dal numero crescente di immobili vuoti, mantenuti inutilizzati perché considerati più redditizi come asset finanziari che come abitazioni. Il comunicato critica inoltre la recente risoluzione del Parlamento europeo sul tema, giudicata incapace di affrontare le cause strutturali della crisi: dalla scarsità di alloggi pubblici all’assenza di un controllo efficace dei canoni, fino al peso della rendita immobiliare.
Le proposte di Rifondazione
Tra le misure indicate figurano il blocco immediato degli sfratti e delle esecuzioni immobiliari, senza il passaggio da una casa all’altra, oltre al rifinanziamento del fondo affitti e di quello per la morosità incolpevole. Il partito propone anche un piano di edilizia residenziale pubblica fondato sulla riqualificazione e sul riutilizzo dei 60mila alloggi abbandonati.
Completano l’elenco la requisizione e il riuso degli immobili pubblici e privati lasciati inutilizzati, nonché un regolamento sugli affitti brevi per contenere l’overtourism legato alle grandi piattaforme. Per Rifondazione, l’obiettivo è costruire una politica dell’abitare capace di garantire un alloggio decoroso a chi ne ha bisogno, riaffermando la casa come diritto sociale e non come bene destinato alla speculazione.