Spoleto (PG)

Contributo post sisma, sequestrato immobile da 1,5 milioni

Due soggetti sotto accertamento per attestazioni non veritiere e possibile incompatibilità nei lavori finanziati dopo il terremoto

La Procura di Spoleto ha iscritto nel registro degli indagati il proprietario di un immobile e il geometra incaricato della direzione dei lavori, nell’ambito di un’indagine su un contributo per la ricostruzione post sisma da 1,5 milioni di euro. Al centro dell’inchiesta ci sono le ipotesi di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa da privati in atto pubblico.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato sottoposto a sequestro l’immobile, situato nel territorio comunale di Spoleto. Gli accertamenti sono stati condotti dai carabinieri forestali e dalla Guardia di finanza, con il coinvolgimento dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Umbria, che ha eseguito un’ispezione nel cantiere interessato dagli interventi.

Le verifiche sul cantiere

Secondo quanto emerso dalle verifiche, i lavori effettivamente realizzati avrebbero raggiunto circa il 30 per cento dell’intervento complessivo, mentre sarebbero stati richiesti contributi riferiti al 70 per cento dell’importo riconosciuto. La Procura contesta quindi ai due indagati l’eventuale ottenimento indebito di somme pubbliche destinate alla ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto.

Gli accertamenti riguardano anche le dichiarazioni rese sulla situazione dell’edificio. Il proprietario e il geometra avrebbero attestato che l’immobile era regolarmente abitato nel 2016, quando la sequenza sismica compresa tra il 24 agosto e il 30 ottobre colpì anche il territorio di Spoleto, e che risultava conforme sotto il profilo igienico-sanitario. Tali dichiarazioni, secondo l’ipotesi investigativa, non avrebbero trovato riscontro.

L’ipotesi sul conflitto di interesse

Restano inoltre in corso ulteriori accertamenti sulla possibile mancata comunicazione di un conflitto di interesse. A eseguire gli interventi sarebbe stata un’impresa di Spoleto intestata al nipote del geometra indicato come direttore dei lavori. Prima del sisma, lo stesso professionista sarebbe stato titolare della ditta.

Il cantiere è stato posto sotto sequestro in attesa degli ulteriori sviluppi dell’indagine. Le contestazioni sono ancora nella fase preliminare e la posizione dei due iscritti nel registro degli indagati dovrà essere esaminata nel corso del procedimento.