Ferrari Luce è la prima automobile completamente elettrica nella storia della casa di Maranello. Il progetto, tra i più radicali affrontati dal gruppo negli ultimi anni, è stato sviluppato con il contributo di Jony Ive, ex responsabile del design di Apple e oggi alla guida dello studio LoveFrom insieme a Marc Newson.
La genesi della vettura è stata raccontata a Torino, durante un incontro a Wave, dallo stesso Ive e dal presidente di Ferrari John Elkann. I due hanno ricostruito una collaborazione nata da un rapporto personale iniziato nel 2015, quando Ive e Newson presentarono l’Apple Watch a Milano. Secondo Elkann, quell’incontro fu l’inizio di un’amicizia destinata a trasformarsi in un progetto comune.
Un lavoro iniziato dai libri
L’idea di una Ferrari elettrica, ha spiegato Elkann, risale a una conversazione avuta con Jeff Bezos nel luglio del 2016. L’obiettivo, però, non era limitarsi a realizzare una vettura alimentata a batterie, ma capire come le nuove tecnologie potessero modificare l’esperienza di guida e il rapporto con l’automobile.
Il lavoro ha preso forma durante la pandemia, quando Ive aveva già lasciato Apple, nel 2019, dopo quasi trent’anni, per fondare LoveFrom. La fase iniziale si è sviluppata in modo insolito per un progetto automobilistico: lo studio non ha portato a Maranello disegni o rendering, ma libri e materiali di ricerca. Ive ha spiegato che il gruppo ha trascorso quasi un anno a studiare e a comprendere il mondo Ferrari prima di passare alla progettazione.
La scelta, secondo Elkann, è stata quella di superare il tradizionale rapporto tra committente e consulente. Ferrari e LoveFrom hanno lavorato come un unico team, evitando la competizione tra gruppi interni ed esterni. Le discussioni, ha raccontato il presidente, hanno riguardato soprattutto il modo per rendere possibili determinate soluzioni, non la direzione generale del progetto.
Il ritorno dei comandi fisici
Tra gli elementi più caratteristici c’è la chiave in vetro, pensata per sostituire simbolicamente il rito dell’avviamento dei motori tradizionali. Il dispositivo utilizza un display e-ink: quando viene inserito nell’automobile, il colore giallo sullo sfondo scompare, dando l’impressione che la luce passi dalla chiave alla vettura.
Ive ha inoltre spiegato la scelta di non fare del touchscreen l’interfaccia dominante. Il multi-touch, ha osservato, è efficace quando si guarda uno schermo, ma riduce il rapporto tattile con l’oggetto. Per questo Luce combina elementi digitali con lancette, comandi e materiali fisici, utilizzabili anche senza distogliere lo sguardo dalla strada.
La stessa impostazione riguarda il volante, costruito in metallo e progettato per rendere leggibile la funzione di ogni componente. Il richiamo alla storia Ferrari, nelle intenzioni dei designer, non consiste quindi nella semplice riproposizione di forme del passato, ma nella ripresa di principi costruttivi e di un rapporto più diretto tra conducente e automobile.
Il design esterno ha suscitato reazioni contrastanti. Al momento della presentazione, le critiche online sono state particolarmente dure e il titolo Ferrari ha perso oltre l’8 per cento nella giornata. Elkann ha ricordato tuttavia che la vettura è stata vista da circa 1,3 miliardi di persone nel mondo. Ive ha invitato a distinguere tra il giudizio espresso attraverso le immagini e quello maturato osservando l’automobile dal vivo, sottolineando però che novità e diversità non sono sufficienti se non corrispondono a un miglioramento reale.
Per Ive, il progetto rappresenta infine una riflessione più ampia sul ruolo del design industriale. La sua convinzione, ha detto, è che sia ancora possibile creare strumenti capaci di migliorare la condizione umana. Elkann ha concluso sottolineando il valore del metodo seguito: lavorare insieme, accogliere approcci differenti e concentrarsi sulle soluzioni invece che sulle ragioni per cui un progetto potrebbe non funzionare.