Campania

Otto indagati per sfruttamento di braccianti nel Casertano

Santa Maria Capua Vetere: turni fino a 14 ore, sette giorni ogni settimana, paghe tra 80 centesimi e 1,50 euro per cassetta

Otto indagati per sfruttamento di braccianti nel Casertano

Otto persone sono indagate in Campania nell’ambito di un’inchiesta sul caporalato e sul presunto sfruttamento di lavoratori agricoli. Secondo l’ipotesi investigativa, gli indagati avrebbero commesso il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, impiegando manodopera composta da cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno.

L’indagine della Procura

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiuso un’indagine durata due anni. Al termine degli accertamenti sono scattati i provvedimenti nei confronti delle otto persone coinvolte nel procedimento. Il quadro contestato dagli inquirenti riguarda le condizioni in cui i braccianti sarebbero stati impiegati nelle attività agricole del Casertano.

I lavoratori, tutti extracomunitari e senza regolare permesso di soggiorno, avrebbero affrontato turni particolarmente gravosi: fino a 14 ore al giorno, senza giorni di riposo. Stando agli elementi dell’indagine, l’attività si sarebbe svolta sette giorni su sette, con un impegno continuativo ritenuto incompatibile con condizioni di lavoro regolari.

Paghe legate alle cassette

La retribuzione sarebbe stata calcolata in base alle cassette raccolte. I braccianti avrebbero ricevuto somme comprese tra 80 centesimi e un euro e mezzo a cassetta. È questo uno degli elementi al centro dell’ipotesi di sfruttamento formulata dalla Procura, insieme alla durata dei turni e alla condizione di vulnerabilità dei lavoratori, privi di permesso di soggiorno.

L’inchiesta, avviata e sviluppata nell’arco di due anni, si è conclusa con l’iscrizione nel registro degli indagati delle otto persone e con l’adozione dei provvedimenti comunicati dall’autorità giudiziaria. Le contestazioni dovranno ora essere valutate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto delle garanzie previste per gli indagati. La vicenda riporta l’attenzione sulle condizioni di impiego della manodopera straniera nel comparto agricolo del territorio casertano.