Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, ha proposto di inserire stabilmente nei corsi universitari per futuri medici l’insegnamento dell’intelligenza artificiale, della comunicazione scientifica e degli strumenti per contrastare la disinformazione. L’intervento è avvenuto a Rapallo, durante la rassegna Liguria d’Autore.
Secondo Bassetti, le fake news in ambito sanitario possono avere conseguenze gravi. Per questo, ha sostenuto, le università dovrebbero preparare gli studenti non soltanto sul piano delle conoscenze cliniche, ma anche nella capacità di riconoscere informazioni scorrette, comunicarle in modo responsabile e utilizzare le nuove tecnologie con consapevolezza.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Nel suo intervento, Bassetti ha osservato che il modello tradizionale basato sullo studio mnemonico di grandi quantità di nozioni deve essere ripensato. Le informazioni necessarie alla preparazione di un esame possono essere consultate anche attraverso l’intelligenza artificiale, ma questo non renderebbe meno importante la formazione: al contrario, richiederebbe agli studenti di imparare a valutare le risposte ottenute e a usare correttamente gli strumenti disponibili.
Il medico ha definito l’intelligenza artificiale un alleato importante per la medicina, sottolineando però la necessità di saperla gestire senza subirla passivamente. La tecnologia, nella sua impostazione, dovrebbe quindi affiancare la preparazione professionale e non sostituire il giudizio e la responsabilità del medico.
Comunicazione e formazione
Bassetti ha inoltre indicato nel Ministero dell’Università un possibile interlocutore per sviluppare un percorso dedicato a questi temi. L’obiettivo sarebbe fare della lotta alle fake news, dell’uso dell’intelligenza artificiale e della divulgazione scientifica componenti riconosciute della formazione accademica.
La comunicazione attraverso i social network e gli altri strumenti disponibili, ha aggiunto, è ormai parte della professione medica. Bassetti ha spiegato di aver acquisito queste competenze soprattutto attraverso l’esperienza personale e ha sostenuto che ai giovani dovrebbe essere offerta una preparazione specifica già durante gli studi universitari.