Il SARS-CoV-2 torna a circolare con maggiore frequenza in Italia con l’arrivo dell’autunno, ma i numeri restano molto lontani da quelli registrati durante gli anni della pandemia. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, nella settimana compresa tra il 14 e il 20 settembre sono state rilevate 180 nuove diagnosi, rispetto alle 140 dei sette giorni precedenti. L’incremento è del 28,6%, mentre l’incidenza si mantiene a 0,3 casi ogni 100mila abitanti.
La Lombardia è la regione con il maggior numero di diagnosi: 109, contro le 83 della settimana precedente, con un’incidenza di circa 1,1 casi ogni 100mila abitanti. Seguono il Lazio, passato da 21 a 26 casi, e l’Emilia-Romagna, salita da 15 a 19. Nelle Marche, secondo il report dell’Iss relativo alla prima metà di settembre, sono stati effettuati 101 tamponi senza registrare positivi. L’unico decesso accertato nel mese è stato segnalato in Molise.
La sorveglianza e le varianti monitorate
I dati devono essere interpretati considerando che l’attuale sistema di sorveglianza è molto diverso da quello in vigore durante l’emergenza sanitaria. Oggi vengono eseguiti molti meno test e una parte delle infezioni non viene diagnosticata. Per questo il livello di allarme è più basso, ma il virus non è scomparso. Le autorità sanitarie continuano a monitorare soprattutto XFG, nota come Stratus, e NB.1.8.1, chiamata Nimbus. Entrambe appartengono alla famiglia Omicron e, al momento, non risultano associate a una maggiore gravità della malattia rispetto ai ceppi precedenti.
I sintomi più frequenti comprendono mal di gola, febbre, brividi, tosse, stanchezza, congestione nasale e mal di testa. Possono comparire anche dolori muscolari, disturbi gastrointestinali e alterazioni del gusto o dell’olfatto. Nimbus è stata collegata in particolare a episodi di forte mal di gola, ma i sintomi non consentono di individuare la variante responsabile dell’infezione. Covid, influenza e altre patologie respiratorie possono infatti manifestarsi in modo simile.
Attenzione alle persone fragili
Nella maggior parte dei casi il decorso resta lieve o moderato. Una cautela maggiore è richiesta per anziani, persone immunodepresse, donne in gravidanza e soggetti con patologie croniche. In presenza di difficoltà respiratorie importanti, dolore persistente al torace, confusione improvvisa o un peggioramento significativo delle condizioni generali è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico.
In Italia non è più previsto un obbligo generalizzato di isolamento per chi risulta positivo. Resta la raccomandazione di rimanere a casa in presenza di sintomi fino alla loro risoluzione, usare una mascherina chirurgica o FFP2 quando si incontrano altre persone, curare l’igiene delle mani e limitare i contatti con soggetti vulnerabili. Il tampone può essere utile in caso di sintomi, soprattutto quando si frequentano persone fragili; un risultato antigenico negativo nelle prime fasi non esclude completamente l’infezione e, se i disturbi persistono, il test può essere ripetuto dopo 48 ore.
Per la stagione 2026-2027 è prevista una nuova composizione dei vaccini anti-Covid, aggiornata in base all’evoluzione del virus. L’Agenzia europea per i medicinali ha preso in considerazione XFG, NB.1.8.1 e BA.3.2 tra le varianti rilevanti per l’aggiornamento. La vaccinazione continua a essere indicata soprattutto per anziani e persone fragili, con l’obiettivo di ridurre il rischio di forme gravi. L’aumento autunnale sarà seguito dalle autorità, ma i livelli attuali non indicano un ritorno alla situazione emergenziale.