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Berrino critica Paita sui rimpatri: «Confusione tra date e ministri»

Il parlamentare meloniano contesta il conteggio attribuito all’ex premier e richiama il passaggio da Alfano a Minniti al Viminale.

Gianni Berrino, senatore di Fratelli d’Italia, replica a Raffaella Paita sul confronto tra i rimpatri effettuati durante il governo Renzi e quelli realizzati sotto l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. In una nota, l’esponente di FdI contesta il modo in cui sono stati attribuiti i dati e sostiene che il conteggio non possa essere riferito esclusivamente all’ex presidente del Consiglio.

La contestazione sui dati

Secondo Berrino, affermare che Matteo Renzi abbia rimpatriato più di Meloni significherebbe includere nel bilancio del solo governo Renzi anche periodi nei quali a Palazzo Chigi e al ministero dell’Interno si sono succeduti esecutivi e responsabili diversi. La critica riguarda quindi la ricostruzione temporale utilizzata per il confronto.

Il senatore ricorda in particolare che, nel periodo preso in considerazione, al Viminale c’era Angelino Alfano. Successivamente, con il governo Gentiloni, dal dicembre 2016, l’incarico di ministro dell’Interno passò a Marco Minniti. Per Berrino, questi cambiamenti rendono necessario distinguere con precisione le diverse fasi di governo prima di attribuire i risultati a un singolo esecutivo.

La replica a Paita

Nel passaggio conclusivo della nota, Berrino invita Paita a verificare con maggiore attenzione la successione di date e ministri prima di rivolgere critiche al governo Meloni. Il parlamentare definisce la politica il terreno delle opinioni, mentre considera matematica e calendario strumenti oggettivi, non condizionati dalle appartenenze politiche.

La dichiarazione si inserisce nel confronto tra esponenti di Fratelli d’Italia e Raffaella Paita sui risultati delle politiche di rimpatrio. Berrino non fornisce nella nota nuovi dati numerici, ma concentra la propria replica sulla corretta attribuzione dei periodi e delle responsabilità istituzionali.