Il rinnovo della concessione dell’A22 slitta al 2027, con un rinvio di sei mesi rispetto agli annunci del Ministero. La decisione riaccende in Emilia-Romagna il confronto sui grandi interventi infrastrutturali e, in particolare, sul futuro della Cispadana e del sistema dei trasporti regionale.
A chiedere una revisione complessiva del progetto sono i comitati No Bretella-Sì Trasporto Sostenibile e Coordinamento Cispadano No Autostrada-Sì Strada a scorrimento veloce. Secondo le organizzazioni, lo slittamento non dovrebbe tradursi soltanto nell’attesa del prossimo passaggio amministrativo, ma dovrebbe diventare l’occasione per riesaminare il quadro normativo, il bando e il programma delle opere.
La richiesta di rivedere la concessione
Il nuovo rinvio è arrivato dopo che l’Autorità di regolazione dei trasporti ha chiesto di modificare la proposta di concessione e il relativo piano economico-finanziario presentato da Autobrennero. I comitati chiedono quindi di rivedere il bando di gara, anche alla luce delle criticità già emerse sul diritto di prelazione, e di valutare una riduzione della durata della concessione, attualmente prevista in 50 anni.
Tra le richieste figura anche una verifica puntuale degli investimenti indicati da Autobrennero. L’obiettivo, spiegano i comitati, è stabilire quali opere siano effettivamente necessarie, sostenibili e coerenti con le esigenze attuali dei territori e con l’evoluzione del sistema della mobilità. La loro posizione è che i progetti elaborati anni fa non possano essere considerati immutabili mentre cambiano le condizioni economiche, finanziarie e infrastrutturali.
Il confronto nel nuovo Prit
Le organizzazioni chiedono che la discussione venga inserita nell’iter del nuovo Prit dell’Emilia-Romagna, il Piano regionale integrato dei trasporti. La richiesta non è dunque un ulteriore rinvio della concessione, ma un esame complessivo delle opere previste, alla luce dello slittamento dei tempi e delle trasformazioni intervenute nel sistema dei trasporti.
Sulla Cispadana è intervenuto anche il gruppo provinciale Movimento 5 Stelle di Modena, dopo una riunione con i militanti dell’area nord svolta venerdì 2 ottobre. I rappresentanti del M5s sostengono che il territorio abbia bisogno di una strategia ferroviaria capace di riguardare sia il trasporto delle merci sia quello delle persone.
Il gruppo contesta l’idea di continuare a concentrare gli investimenti soprattutto sulla strada, indicando come priorità l’intermodalità e il trasferimento dei traffici dalla gomma al ferro. Nel documento viene inoltre ricordato che la Cispadana ferroviaria è stata inserita nella discussione del programma elettorale regionale del Movimento 5 Stelle per l’Emilia-Romagna, a conferma del ruolo che il tema continua ad avere nel dibattito politico e infrastrutturale locale.