Sono terminati a Brisighella i lavori di restauro della mappa geografico-storica dipinta sull’intonaco di via Porta Fiorentina. L’intervento ha riguardato anche la ringhiera della Fontana Vecchia, ripristinata nel rispetto del disegno storico originario. Le opere restituiscono leggibilità a uno scorcio del borgo che conserva elementi rilevanti della memoria e del patrimonio locale.
Edificata intorno al 1490 all’interno della cinta muraria medievale, la Fontana Vecchia è considerata la più antica fonte pubblica di Brisighella. In passato veniva alimentata dalle falde acquifere provenienti dalla Vena del Gesso Romagnola. La tradizione popolare e dialettale la ricorda come la funtana di tri sbroff, cioè la fontana dei tre zampilli, in riferimento ai tre cannelli da cui sgorgava l’acqua.
Il territorio rappresentato sulla parete
Di fronte alla fonte si trova la grande rappresentazione del territorio di Brisighella e della Valle del Lamone. Il disegno stilizzato mette in evidenza il profilo del borgo con i suoi Tre Colli, il corso del fiume Lamone e le vie di collegamento verso Faenza e Firenze. Sono inoltre raffigurati castelli, torri e pievi, tra cui Pieve Thò, Torre Pratesi, Monte Mauro e Zattaglia.
Il restauro è stato affidato alla società Laboratorio del Restauro ed è partito dal rilievo delle tracce ancora presenti e dalla consultazione degli archivi fotografici storici. L’opera, secondo quanto indicato nel testo, non è sottoposta a vincolo architettonico e paesaggistico. Le attività sono state organizzate in più fasi, con l’obiettivo di conservare i materiali esistenti e recuperare la lettura dell’immagine.
Le fasi delle opere conservative
In una prima fase sono stati rimossi a secco i depositi superficiali e sono state preconsolidate le porzioni di pellicola pittorica a rischio di sollevamento. È seguita la pulitura con solventi specifici, quindi il consolidamento dei distacchi dell’intonaco attraverso iniezioni di calci idrauliche fluidificate e il fissaggio dello strato pittorico.
L’intervento si è concluso con la stuccatura di crepe e lacune mediante malte compatibili con quelle originali, la reintegrazione pittorica e l’applicazione di un prodotto traspirante e idrorepellente, destinato a proteggere il dipinto. Il sindaco Massimiliano Pederzoli ha definito il recupero un’operazione importante per la comunità e per i visitatori, sottolineando il legame tra la fonte, la mappa e la storia del territorio.