Morbegno (SO)

Grandi derivazioni, Sinistra Italiana chiede gare e regia pubblica

Il partito contesta l’ipotesi di trattative dirette e propone una società mista per tutelare cittadini, ambiente e lavoro.

Sinistra Italiana interviene sul futuro delle grandi derivazioni idroelettriche in provincia di Sondrio, collegando il tema alla recente visita a Morbegno del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. In una nota, il partito contesta l’ipotesi di superare le procedure competitive attraverso assegnazioni dirette e indica nella partecipazione pubblica la soluzione per garantire maggiori benefici al territorio.

Secondo Sinistra Italiana, il ministro avrebbe individuato due elementi reali: il settore è frenato da un deficit di investimenti legato alle concessioni scadute o prossime alla scadenza, mentre l’Italia deve rispettare gli impegni assunti con il PNRR, che prevedono la riassegnazione delle concessioni attraverso procedure competitive. La formazione politica ritiene però che il Governo stia confondendo la diagnosi con la cura, valutando una scorciatoia che potrebbe ridurre il ruolo delle gare pubbliche.

Il confronto sulle concessioni

La nota richiama in particolare la procedura relativa alla concessione Codera-Ratti-Dongo, i cui esiti, si legge nel documento, potranno offrire un primo elemento di valutazione sull’efficacia del modello competitivo. Sinistra Italiana sostiene che una gara possa generare ricchezza, occupazione e investimenti sul territorio, contrapponendo questa prospettiva alle trattative riservate. Il partito afferma inoltre che valuterà gli eventuali risultati negativi della procedura, qualora dovessero emergere canoni concessori ridotti o progetti tecnici privi di una visione di sviluppo.

Nel documento viene criticata anche la posizione attribuita al Governo Meloni nei confronti delle istituzioni europee. A giudizio di Sinistra Italiana, la pressione esercitata sulla disciplina delle concessioni non sarebbe motivata dall’interesse generale o da quello dei cittadini valtellinesi, ma dalla tutela dei profitti di alcuni settori industriali e finanziari. La proposta avanzata dai concessionari uscenti a Regione Lombardia, che prevede di destinare il 15% dell’energia a prezzi calmierati all’industria e di aggiornare i canoni, viene definita insufficiente.

La proposta della società mista

Come alternativa, Sinistra Italiana richiama la legge regionale lombarda n. 5/2020, che consente la costituzione di una società mista pubblico-privata con scelta del socio privato tramite gara ad evidenza pubblica. Secondo il partito, questo strumento permetterebbe di mantenere una guida pubblica nella gestione del patrimonio idrico, lasciando all’amministrazione la possibilità di orientare le decisioni industriali e di stabilire le priorità per il territorio.

La formazione individua tre obiettivi da bilanciare: distribuire utili agli enti locali attraverso dividendi destinati a servizi e spesa corrente, rilanciare gli investimenti per ammodernare gli impianti e aumentarne la produttività, oppure rafforzare la tutela ambientale e la gestione degli invasi. La stessa strada, osserva la nota, sembra essere stata intrapresa anche dal Veneto.

Per Sinistra Italiana, la nazionalità del socio privato sarebbe un elemento secondario rispetto alle garanzie offerte. Le priorità indicate sono il mantenimento di adeguati livelli occupazionali, la sicurezza delle infrastrutture, il rispetto dell’ambiente e la permanenza della ricchezza prodotta sul territorio. La posizione espressa resta quella del partito e si inserisce nel confronto politico sulla riassegnazione delle grandi concessioni idroelettriche.