La comparsa di chiazze verdi sulla superficie dell’Arno, nella zona di Firenze, è legata alla presenza della cosiddetta paperina, conosciuta anche come setino o lenticchia d’acqua. Non si tratta di una vera alga, ma della Lemna minor, una delle piante acquatiche più piccole al mondo. Le sue foglie, grandi appena 2-3 millimetri, galleggiano sull’acqua e sono collegate a una radice lunga pochi centimetri, non ancorata al fondo.
Questa caratteristica consente alla pianta di spostarsi con la corrente. Nei giorni scorsi, dopo un’ondata di pioggia, numerosi esemplari si sono concentrati nella zona di Bellariva, probabilmente dopo essere proliferati in corsi d’acqua minori e stagnanti. Il fenomeno ha colorato il fiume di verde brillante, attirando l’attenzione dei frequentatori degli argini e dei canottieri.
Le fioriture lungo il corso del fiume
Ancora ieri alcune piantine erano visibili anche lungo il lungarno Ferrucci, mentre la maggior parte era già stata trascinata verso valle. Nei giorni precedenti, nella zona dell’Anconella, era stata osservata anche la fioritura della Euglena sanguinea, un organismo unicellulare dal colore variabile tra il marrone e il rosso.
Giancarlo Fianchisti, presidente della Canottieri Comunali, ha spiegato che la presenza di alghe e piante acquatiche nell’Arno non è una novità. Nel tempo, ha riferito, il fiume ha mostrato diverse tipologie di organismi, insieme a periodi caratterizzati da maggiore sporcizia e cattivi odori. La situazione attuale, secondo Fianchisti, appare però migliore rispetto al passato: il deflusso è buono, non si avvertono odori sgradevoli e lungo gli argini non si osservano i rifiuti che un tempo erano più frequenti.
Qualità dell’acqua e disponibilità
Gaia Checcucci, segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale, ha ricondotto la presenza di queste fioriture a un deflusso ridotto e a una minore ossigenazione dell’acqua. L’effetto, ha precisato, è soprattutto estetico: al momento la qualità dell’acqua è considerata buona e le alghe osservate sono state definite innocue.
Non emergerebbe inoltre un problema immediato legato alla quantità d’acqua. Gli apporti dal lago di Bilancino, regolati quotidianamente insieme a Publiacqua, hanno mantenuto il livello al di sopra del deflusso minimo vitale. La tenuta del sistema, nonostante il caldo e l’evaporazione, è stata però favorita dalle piogge del 2025. Per i prossimi mesi, ha sottolineato Checcucci, saranno necessarie nuove precipitazioni, soprattutto in autunno e primavera, così da ricaricare le falde nei periodi di ottobre, novembre, marzo e aprile.