Ferrara (FE)

Caso Cpr a Ferrara: Caprini chiede ad Anselmo distanza dalle frasi sulla polizia

L'esponente civico richiama prudenza nell'inchiesta ravennate e sul ruolo del legale consigliere

Quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Ravenna sui certificati medici relativi ai Centri di permanenza per il rimpatrio, i Cpr, deve essere valutato con attenzione. A intervenire è Luca Caprini, consigliere comunale della Lista Civica Fabbri, dopo che gli accertamenti avrebbero riguardato anche tre medici che lavorerebbero a Ferrara.

Caprini sottolinea che l’indagine è ancora in corso e che spetta alla magistratura accertare i fatti e le eventuali responsabilità. Per questo, secondo il consigliere, è necessario evitare conclusioni anticipate, sia favorevoli sia sfavorevoli agli indagati, lasciando agli inquirenti la possibilità di completare gli accertamenti.

Il richiamo alla prudenza

Nel suo intervento, l’esponente della Lista Civica Fabbri afferma che, qualora fossero confermati comportamenti illeciti finalizzati a impedire l’applicazione delle norme attraverso certificazioni false, le responsabilità dovrebbero essere perseguite con la massima severità. Allo stesso tempo, ribadisce la necessità di attendere l’esito del lavoro della Procura e degli investigatori, senza trasformare gli elementi dell’inchiesta in una sentenza anticipata.

Il consigliere si rivolge quindi a Fabio Anselmo, che, secondo quanto riferito da Caprini, avrebbe definito come un trattamento riservato a criminali mafiosi quello subito dai medici da lui assistiti. Caprini riconosce all’avvocato il diritto e il dovere di difendere i propri clienti, ma richiama anche la sua veste di rappresentante delle istituzioni.

Le parole sulle forze dell’ordine

Il passaggio più contestato riguarda alcune conversazioni acquisite nell’ambito dell’inchiesta e attribuite a uno dei medici interessati dagli accertamenti. Secondo quanto riportato da Caprini, in una di queste conversazioni si farebbe riferimento alla volontà di farla pagare a questi maledetti sbirri, espressione che il consigliere considera gravemente offensiva nei confronti degli operatori delle forze dell’ordine.

Da qui la richiesta rivolta ad Anselmo, nella sua qualità di consigliere comunale, di prendere una posizione chiara e di dissociarsi da quelle parole. Per Caprini, la difesa dei propri assistiti resta un diritto fondamentale, ma non può confondersi con il rispetto dovuto alle istituzioni e alle donne e agli uomini impegnati nella sicurezza pubblica.

La Lista Civica Fabbri ribadisce infine l’auspicio che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda. Solo al termine degli accertamenti, e qualora venissero accertate responsabilità, potranno essere valutate le eventuali conseguenze sul piano giudiziario. Nel frattempo, il consigliere invita a mantenere fiducia nel lavoro degli inquirenti e a evitare ambiguità nel confronto pubblico.