La vicenda dello striscione con la scritta «Remigrazione», esposto in piazzale Gramsci a Viterbo, torna al centro del confronto politico cittadino. Dopo settimane segnate da verifiche della polizia locale, verbali e polemiche, alcuni residenti hanno riportato l’attenzione sul manifesto proprio all’ingresso di palazzo dei Priori, sede dell’amministrazione comunale.
Nel pomeriggio del 17 settembre, poco prima dell’avvio della seduta consiliare, i cittadini si sono posizionati davanti all’edificio municipale con copie dell’ordinanza di rimozione firmata mesi fa dagli uffici comunali. Il provvedimento, pur notificato, non è stato ancora eseguito e lo striscione continua a rimanere sul prospetto dell’edificio situato davanti a porta Fiorentina.
La richiesta dei residenti
L’iniziativa è stata presentata come un’azione simbolica per riportare la questione all’attenzione dei consiglieri. I residenti hanno distribuito la documentazione relativa all’ordinanza, chiedendo di chiarire perché l’atto non abbia ancora prodotto la rimozione dell’insegna. La vicenda, dopo una fase di apparente stallo, è così tornata a essere discussa all’interno dell’assemblea cittadina.
Durante i lavori del Consiglio comunale, la consigliera del Partito democratico Francesca Sanna ha chiesto spiegazioni alla sindaca Chiara Frontini. L’interrogazione ha posto l’accento sul rapporto tra il provvedimento sanzionatorio già notificato e la permanenza dello striscione. La consigliera ha domandato se l’amministrazione stia attendendo un’autorizzazione per l’insegna, evidenziando quello che considera il paradosso della situazione.
L’istruttoria e il parere della Prefettura
La sindaca Chiara Frontini ha risposto ricostruendo la sequenza dell’istruttoria, avviata nel dicembre 2025. Nel procedimento sono rientrati controlli, sopralluoghi della polizia locale e controdeduzioni presentate dai responsabili dell’insegna, che nel frattempo hanno avviato una richiesta per regolarizzarne la posizione.
Il passaggio più recente risale al 10 settembre, quando il Comune ha formalizzato una richiesta di pareri istituzionali coinvolgendo anche la Prefettura di Viterbo. L’amministrazione attende ora di definire il quadro prima di assumere una decisione conclusiva: il procedimento potrebbe portare al rilascio dell’autorizzazione oppure al suo diniego.
Secondo quanto riferito in aula dalla sindaca, il parere rappresenta quindi il passaggio preliminare rispetto alle successive determinazioni. Solo dopo questa fase il Comune potrà valutare se procedere con l’eventuale rimozione forzata dello striscione oppure consentirne la permanenza attraverso un’autorizzazione. Nel frattempo, l’ordinanza resta senza esecuzione pratica e l’insegna continua a essere visibile nel punto indicato dai residenti e discusso in Consiglio.