Le previsioni occupazionali per i prossimi mesi indicano una frenata delle assunzioni nella provincia di Pesaro e Urbino. Secondo i dati elaborati dal Centro studi CNA Marche sulla base delle rilevazioni Excelsior Unioncamere, le entrate programmate dalle imprese per luglio 2026 sono 3.280, contro le 3.520 previste nello stesso periodo precedente. Il calo è di 240 unità, pari al 6,8%.
La contrazione risulta più marcata considerando l’intero trimestre estivo. Tra luglio e settembre sono previsti 7.740 ingressi, 700 in meno rispetto agli 8.440 stimati in precedenza, con una riduzione dell’8,3%. Anche la quota delle aziende intenzionate ad assumere registra una flessione, passando dal 18% al 17% del totale.
Le difficoltà nel reperire personale
Nonostante il rallentamento, alcuni indicatori restano sostanzialmente stabili. La difficoltà delle imprese nel trovare i profili richiesti si attesta al 46%, in lieve diminuzione rispetto al 47% dell’anno precedente. Il dato conferma il persistente disallineamento tra le competenze disponibili e quelle richieste dal sistema produttivo, soprattutto nei comparti tecnici e manifatturieri.
In questo quadro emergono però alcuni segnali positivi. La quota di assunzioni destinate agli under 30 sale dal 32% al 33%, mentre aumenta dal 15% al 17% la percentuale di ingressi con contratto a tempo indeterminato. Cresce in modo significativo anche la quota di aziende che prevedono di assumere personale immigrato, passata dal 14% al 21%. Rimane invece stabile all’11% la percentuale di assunzioni rivolte a persone laureate.
Il commento della CNA
Per Michele Matteucci, presidente provinciale della CNA di Pesaro e Urbino, i numeri riflettono una fase di incertezza economica che spinge molte aziende alla prudenza. La riduzione delle entrate previste per luglio e per il trimestre estivo viene interpretata come un indicatore della minore fiducia nelle prospettive di crescita, mentre resta rilevante il problema della carenza di professionalità.
Matteucci sottolinea la necessità di rafforzare il collegamento tra sistema formativo e imprese, con maggiori investimenti nell’orientamento e nella formazione professionale. Secondo la CNA, particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ai settori tecnici e manifatturieri, dove la difficoltà nel reperire competenze è più evidente. L’organizzazione considera positivi l’aumento delle opportunità per i giovani, la crescita dei contratti stabili e il contributo dei lavoratori immigrati.
Il quadro, rilevato dal Centro studi CNA Marche e diffuso il 18 settembre 2026, viene collegato dalla confederazione alla necessità di sostenere investimenti, innovazione e accesso alle competenze. L’obiettivo indicato è favorire una maggiore capacità competitiva del tessuto produttivo provinciale e creare condizioni più favorevoli alla programmazione delle attività e dell’occupazione.