Nazionale

Orsini: energia e industria, servono scelte di lungo periodo

Il presidente della confederazione chiede interventi strutturali sui costi elettrici, sulle regole, sugli scambi globali e sull’apparato amministrativo.

Il costo dell’energia, la competitività dell’industria italiana e la necessità di una strategia di lungo periodo sono stati al centro dell’intervento di Emanuele Orsini, presidente nazionale di Confindustria, all’assemblea generale di Pistoia. Il numero uno dell’associazione degli industriali ha richiamato Governo, istituzioni europee e imprese alla necessità di affrontare i nodi che condizionano la produzione, dagli oneri energetici alla burocrazia.

Secondo Orsini, il caro-bollette rappresenta una delle principali preoccupazioni per il sistema produttivo. Non ci sarebbe, ha spiegato, territorio o imprenditore che non chieda interventi per contenere il prezzo dell’elettricità. Dalla soluzione del problema dipenderebbe la tenuta delle industrie italiane e la capacità del Paese di restare attrattivo per gli investimenti. Per questo, ha sostenuto, occorre arrivare al 2036 con un piano energetico definito, evitando che un tema discusso da anni continui a essere affrontato senza risultati concreti.

Energia e competitività

Nel suo intervento il presidente di Confindustria ha parlato anche della formazione dei prezzi del gas e delle quote di carbonio, chiedendo maggiore chiarezza sul funzionamento dell’indice TTF. Ha inoltre richiamato le tensioni geopolitiche e il rischio di una progressiva deindustrializzazione. Il punto, ha affermato, è mettere le aziende nelle condizioni di lavorare e salvaguardare le produzioni, invece di lasciare il comparto esposto a costi e incertezze che ne riducono la competitività.

Orsini ha giudicato positivo il ritorno del nucleare nel dibattito pubblico, ma ha ricordato che i primi risultati non sarebbero visibili prima di otto o dieci anni. Anche sulle rinnovabili, ha osservato, persistono difficoltà legate all’individuazione delle aree e ai tempi di autorizzazione. Tra le proposte indicate c’è la mappatura del territorio e l’introduzione della figura di un commissario incaricato di assumere la responsabilità delle decisioni. Sul decreto bollette, il presidente ha definito utile il confronto con il ministro Antonio Tajani, chiedendo però che le misure previste vengano applicate e che gli interventi non restino limitati alle sole fasi di emergenza.

Mercati esteri e innovazione

Un altro passaggio ha riguardato i rapporti commerciali internazionali. Orsini ha citato il saldo negativo degli scambi tra Europa, Italia e Cina, sostenendo la necessità di reciprocità tra i Paesi e di strumenti di tutela per le imprese europee. Ha inoltre riferito dell’esperienza della missione Mercosur in Brasile, sottolineando le opportunità offerte da mercati meno esplorati rispetto al confronto tradizionale tra Stati Uniti e Cina. In questo quadro ha indicato l’Argentina, anche per la presenza di importanti risorse di petrolio, litio e gas naturale, come possibile partner di accordi industriali.

Infine, il presidente di Confindustria ha espresso preoccupazione per il ritardo italiano ed europeo sulle sfide della manifattura e dell’intelligenza artificiale. A suo giudizio, il tempo dedicato al solo tema delle regole rischia di lasciare impreparate le fabbriche davanti all’arrivo dei robot umanoidi. Ha quindi auspicato un confronto con i sindacati sull’organizzazione del lavoro e sul contratto nazionale. L’ultimo appello è stato rivolto alla politica, in vista della prossima legge di bilancio: ridurre gli 80 miliardi di euro annui legati alla burocrazia e adottare investimenti coerenti nel tempo, senza cambiare continuamente strumenti e denominazioni delle misure già avviate.