Roma (RM)

Donna ferita in via della Giuliana, si indaga su almeno altri 4 casi

La donna è stata operata ed è in buone condizioni. Indagano i Carabinieri

Donna ferita in via della Giuliana, si indaga su almeno altri 4 casi

Cristina Stillitano, la donna ferita a Roma da un piombino sparato da un’arma ad aria compressa, è stata operata e sta bene. Ma mentre proseguono le indagini su chi abbia sparato, emerge con sempre maggiore concretezza l’ipotesi che quello di lunedì sia stato solo l’ultimo di una serie di episodi. I casi all’attenzione delle forze dell’ordine sarebbero almeno quattro. Tutti avvenuti nello stesso tratto di via della Giuliana, nel quartiere Prati a due passi dal Vaticano, e sempre con delle donne nel mirino.

I carabinieri hanno ricevuto la denuncia di Angela Perrone, una commercialista che lavora proprio a via della Giuliana. Agli inquirenti ha raccontato di aver sentito “uno spostamento d’aria all’altezza della cinta”, per poi accusare un dolore al polpaccio “sono stata colpita di striscio”. Nessuna ferita grave, a parte un livido dietro la gamba, motivo per cui ha subito declassato l’episodio alla bravata di qualche ragazzino. Poi la notizia del ferimento di Stillitano l’ha convinta a denunciare. Anche perché nel frattempo un’altra testimonianza era arrivata dai titolari di un ristorante della via. Protagoniste, in questo caso, due turiste spagnole, che avrebbero urlato dopo aver sentito il colpo prima di fuggire per la paura. Ad arricchire il quadro, anche un’altra denuncia, in questo caso di un uomo, che avrebbe udito dei colpi ad aria compressa spegnersi tra le foglie di un albero poco distante da lui. Sul ferimento di Stillitano la Procura di Roma ha intanto aperto un fascicolo per lesioni.

La sezione balistica del Ris è tornata sul luogo del ferimento e ha effettuato i rilievi per la ricostruzione in 3D della scena del crimine, con l’obiettivo di capire la traiettoria di provenienza del proiettile. Chi indaga ritiene probabile che chi ha sparato l’abbia fatto dal palazzo opposto rispetto al marciapiede in cui le vittime stavano passeggiando. Per il momento si tende a escludere anche che i colpi siano arrivati da una distanza ravvicinata, ad esempio dalla strada o da un’auto in corsa. Lo confermerebbe anche l’analisi del proiettile estratto dal braccio di Cristina Stillitano, che sarebbe di materiale metallico e quindi compatibile con un’arma capace di sparare da lontano, forse un fucile ad aria compressa a piombini. Ed è per questo motivo che i carabinieri, dopo aver effettuato i rilievi sul marciapiedi “incriminato”, hanno setacciato il palazzo posto all’altro lato della strada. E’ da lì che sarebbero partiti i colpi che stanno mettendo in apprensione i residenti del quartiere Prati. Molti di loro, con curiosità mista a inquietudine, hanno seguito il sopralluogo per tutta la mattinata. Con la richiesta unanime alle forze dell’ordine di trovare al più presto il colpevole.