Incontro questa mattina a Palazzo Chigi tra Governo e sindacati per discutere del futuro produttivo e occupazionale dell’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, dopo la decisione della Corte d’Appello di Milano che ha confermato il blocco dell’area a caldo nello stabilimento di Taranto.
Le misure per salvare l’ex Ilva
Dall’incontro presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, è emersa la volontà di gestire l’emergenza occupazionale, in particolare quella legata ai 2.500 lavoratori dell’indotto che hanno già ricevuto la comunicazione di licenziamento collettivo, e di costruire una nuova prospettiva industriale per lo stabilimento di Taranto.
Il Governo ha presentato ai sindacati un pacchetto di misure che saranno inserite nel decreto legge che sarebbe stato discusso nella seduta odierna del Consiglio dei Ministri. quando il quadro generale sarà più chiaro.
Nel corso dell’incontro, infatti, è arrivata la notizia che la Corte di Cassazione ha fissato per il 20 ottobre l’udienza per discutere il ricorso straordinario contro il decreto della Corte d’Appello di Milano sulla chiusura dell’area a caldo. Pertanto, l’approvazione del decreto legge a tutela del lavoratori è stata rimandata a quando il quadro generale sarà più chiaro.
Le misure a tutela dei lavoratori
Il pacchetto prevede una nuova cassa integrazione che non corrisponda alla cig per cessazione delle attività, sia per i dipendenti diretti di Acciaierie, che dell’indotto. Il Governo ha inoltre annunciato l’elaborazione di un decreto specifico per tutelare i lavoratori dell’indotto, con misure straordinarie di sostegno.
Tra gli altri punti fondamentali anche l’impegno per un futuro green dell’acciaio, con forni elettrici alimentati a Dri e l’avvio immediato dei progetti di reindustrializzazione dell’area di Taranto.
Il sottosegretario Mantovano ha inoltre confermato la prosecuzione della gara per la vendita degli impianti sulla base delle offerte presentate e di eventuali nuove offerte, mantenendo aperta la possibilità di una partecipazione pubblica.
Al suo arrivo a Palazzo Chigi, il segretario nazionale della Fiom, Michele De Palma, ha ribadito la proposta di creare una società pubblica che accompagni la decarbonizzazione, salvaguardando al tempo stesso i lavoratori e la salute dei cittadini di Taranto.