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Poste sale al 66,6% di Tim dopo la prima fase dell’OPAS

Matteo Del Fante prevede una partecipazione ampiamente maggioritaria; Giuseppe Lasco indica integrazione, investimenti digitali, nuova occupazione.

Poste Italiane ha chiuso la prima fase dell’OPAS lanciata su Tim raggiungendo il 66,6% del capitale del gruppo di telecomunicazioni. Il risultato è stato commentato il 14 settembre 2026 durante il TG Poste dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco.

Del Fante ha espresso soddisfazione per l’esito dell’offerta, sostenendo che gli investitori abbiano riconosciuto la convenienza dell’operazione. Secondo l’amministratore delegato, l’adesione sarebbe stata favorita anche dalla prospettiva di valorizzazione di Tim all’interno di un progetto congiunto con Poste Italiane.

La nuova fase dell’offerta

Il vertice di Poste ha collegato l’accelerazione registrata nell’ultima settimana alla scelta di molti azionisti di aderire all’OPAS. Del Fante ha osservato che Tim non distribuisce dividendi e che, nel nuovo progetto industriale, gli investitori avrebbero visto l’opportunità di partecipare a un percorso di integrazione con Poste.

Nel commentare la dinamica delle adesioni, l’amministratore delegato ha utilizzato il termine F.O.M.O., acronimo di Fear Of Missing Out, per descrivere il timore degli azionisti di restare fuori dall’operazione. La seconda fase dell’offerta è prevista dal 21 al 25 settembre. Al termine, ha aggiunto Del Fante, Poste punta a raggiungere una quota ampiamente di controllo, così da avviare le attività di integrazione tra le due società.

Le prospettive industriali

Giuseppe Lasco ha definito l’operazione su Tim un passaggio di rilievo per il Paese e per il territorio. Il direttore generale ha sostenuto che l’ampliamento del perimetro di Poste Italiane possa contribuire alla trasformazione digitale e alla nascita di un gruppo in grado di confrontarsi con i grandi operatori internazionali.

Tra gli ambiti indicati da Lasco figura anche lo sviluppo delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Il manager ha parlato di un possibile effetto di traino per l’innovazione, affermando al tempo stesso che l’integrazione dovrebbe accompagnarsi a politiche attive del lavoro e alla creazione di nuova occupazione.

Le dichiarazioni dei vertici arrivano dopo il superamento della soglia del 50% del capitale di Tim da parte di Poste. L’eventuale conclusione positiva della seconda fase determinerà la quota finale detenuta dall’offerente e il perimetro delle successive attività di integrazione tra i due gruppi.