Il sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari torna a esprimere perplessità sul progetto dell’impianto per il trattamento di pannolini e pannoloni previsto a Salanetti, nel territorio di Capannori. In un intervento pubblicato sui social l’11 settembre 2026, il primo cittadino ha analizzato i fabbisogni stimati della struttura, soffermandosi in particolare su energia elettrica, gas metano e acqua.
I consumi stimati per la struttura
Secondo i calcoli riferiti da Fornaciari, l’impianto dovrebbe richiedere circa 7,5 milioni di kilowattora all’anno. Il sindaco ha messo questo dato a confronto con il consumo medio indicato per una famiglia di quattro persone, quantificato in circa 4.000 kilowattora annui. Il risultato, nella sua valutazione, sarebbe equivalente al fabbisogno di circa 1.875 famiglie, pari a 7.500 persone.
Il confronto prosegue sul metano. Il processo di sterilizzazione dei pannolini e dei pannoloni, sempre secondo le stime citate dal sindaco, avrebbe bisogno di circa 1,3 milioni di metri cubi di gas all’anno per la produzione del vapore. Rapportando il dato al consumo medio attribuito a una famiglia di quattro persone, circa 1.130 metri cubi annui, Fornaciari arriva a un’equivalenza di circa 1.150 famiglie, ovvero 4.600 persone. Da qui il riferimento alla quantità, che sarebbe prossima alla metà della popolazione di Porcari.
Per quanto riguarda l’acqua, il fabbisogno indicato è di circa 5.000 metri cubi all’anno. Il sindaco lo ha comparato con un consumo medio familiare di circa 300 metri cubi, calcolando un’equivalenza di circa 17 famiglie, cioè una settantina di persone. Fornaciari ha evidenziato soprattutto il dato relativo al gas e le possibili emissioni in atmosfera legate al funzionamento dell’impianto, precisando che i fumi uscirebbero dal camino insieme alle altre emissioni e al vapore acqueo utilizzato nel trattamento.
I dubbi su acque e PFAS
Una parte dell’intervento riguarda la destinazione dell’acqua utilizzata. Il quantitativo prelevato dall’acquedotto, sostiene il sindaco, dovrebbe essere inviato al depuratore di Casa del Lupo. Fornaciari afferma che l’impianto non sarebbe stato progettato né realizzato per rimuovere e trattare i PFAS, sostanze che, secondo la sua ricostruzione, sarebbero presenti nella lavorazione. Nel suo intervento le definisce inquinanti persistenti, richiamando la difficoltà della loro eliminazione dall’ambiente e dagli organismi viventi.
Da queste considerazioni nasce la richiesta di un maggiore coinvolgimento delle associazioni ambientaliste. Fornaciari ha ricordato che il Centro Rifiuti Zero di Capannori e Legambiente si sono già espressi favorevolmente sul progetto, citando anche un comunicato diffuso da Legambiente nel marzo 2025, prima della conclusione della Conferenza dei servizi nell’agosto dello stesso anno.
Il sindaco ha quindi richiamato l’attenzione sulle posizioni espresse più recentemente dal Forum dell’acqua pubblica e da Acqua Sicura, associazioni che hanno sollevato questioni legate all’acqua, alla sua tutela come bene pubblico e alla presenza dei PFAS. Fornaciari ha concluso invitandole a intervenire nel confronto sul progetto e dichiarando la disponibilità dell’amministrazione di Porcari ad ascoltare eventuali osservazioni.