Niente blocco strutturale per i diesel Euro 5 dal 1° ottobre. La Regione Emilia-Romagna ha deciso di sospendere nuovamente la misura, già congelata nel 2025, dopo il confronto con gli altri territori del Bacino Padano. La scelta riguarda anche Parma, tra i nove Comuni emiliano-romagnoli con più di 100mila abitanti interessati dalla normativa nazionale.
Secondo le stime regionali, il provvedimento avrebbe coinvolto circa 90mila veicoli nei territori di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini. Al posto del divieto permanente, la Regione ha predisposto un pacchetto di interventi rivolto a diverse fonti di emissione. L’obiettivo dichiarato è ottenere una riduzione degli inquinanti equivalente o superiore a quella prevista con il fermo dei veicoli.
Riscaldamento posticipato
Tra le principali novità c’è il rinvio dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile. Nei Comuni delle aree di pianura coinvolte, compresa Parma, gli impianti potranno essere attivati dal 1° novembre. Per i Comuni inseriti nella zona climatica E, dove la stagione termica può normalmente iniziare il 15 ottobre, il posticipo sarà quindi di 15 giorni.
La disposizione riguarderà anche gli impianti alimentati a biomassa, con le esclusioni previste per ospedali, scuole e strutture assistenziali. I sindaci manterranno la possibilità di intervenire con ordinanze specifiche in presenza di particolari esigenze, comprese quelle legate alle condizioni meteorologiche.
Più ore di limitazioni nelle emergenze
Durante le giornate di emergenza per la qualità dell’aria, le limitazioni alla circolazione saranno applicate per un periodo più ampio. Nei Comuni con oltre 30mila abitanti, nell’agglomerato di Bologna e nei Comuni che aderiscono volontariamente alle misure, l’orario passerà dalle 8.30-18.30 alle 8-19.
Anche a Parma, quindi, quando scatteranno le misure emergenziali previste dal Piano regionale per la qualità dell’aria, la finestra di limitazione sarà estesa complessivamente di un’ora. Nelle stesse fasi di maggiore criticità sarà inoltre vietato utilizzare gli impianti civili alimentati a biomassa con una classe emissiva inferiore alle 5 stelle. Il divieto comprenderà anche gli impianti a 4 stelle, ritenuti più emissivi.
Accanto alle restrizioni, la Regione punta sugli incentivi. La Giunta ha candidato al ministero dell’Ambiente un progetto da 10 milioni di euro per favorire la sostituzione degli impianti più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a pannelli fotovoltaici, compresi quelli da balcone.
Il progetto è destinato ai cittadini residenti nei Comuni delle zone di pianura dell’Emilia-Romagna e resta ora in attesa dell’approvazione ministeriale. Solo dopo l’ammissione al finanziamento potrà essere pubblicato il relativo bando. Dal 2021 a oggi, ricorda la Regione, sono già stati stanziati circa 40,6 milioni di euro per sostituire generatori a biomassa inquinanti con impianti a 5 stelle o pompe di calore.
Il nuovo pacchetto è stato condiviso con i 207 Comuni interessati dal Piano della qualità dell’aria. Il presidente Michele de Pascale e l’assessora regionale all’Ambiente e alla Mobilità Irene Priolo hanno spiegato che la strategia punta a conciliare la tutela ambientale con l’impatto delle misure sulla vita quotidiana di famiglie e imprese, intervenendo sulle diverse fonti di emissione del Bacino Padano.