Toscana

Commercio, perse 926 attività tra il 2019 e il 2025

Confesercenti illustra i numeri e sostiene una legge popolare per tutelare il settore di vicinato.

Tra il 2019 e il 2025 in provincia di Lucca sono scomparse 926 attività al dettaglio, con una contrazione del 16 per cento. Il dato è stato presentato da Francesco Giannerini, presidente provinciale di Confesercenti, e da Daniele Benvenuti, responsabile dell’associazione per il territorio, in occasione della mobilitazione nazionale collegata alla raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare.

Secondo l’organizzazione, la riduzione dei punti vendita tradizionali rappresenta un fenomeno di desertificazione commerciale. La chiusura degli esercizi, viene sottolineato, non incide soltanto sulla possibilità per i residenti di acquistare beni e servizi nelle vicinanze, ma indebolisce anche i sistemi territoriali, la socialità e il presidio dei centri urbani, dei paesi e delle frazioni.

Le ricadute sull’economia locale

Confesercenti collega la diminuzione dei negozi fisici alla crescita delle quote di mercato delle grandi piattaforme internazionali online. Nel periodo considerato, secondo le stime del Centro Studi dell’associazione, questa dinamica avrebbe contribuito a spostare fuori dai circuiti economici locali circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie italiane.

La stessa associazione stima che, ogni 100 euro spesi nei punti vendita fisici, circa 70 restino nell’economia del territorio attraverso occupazione, redditi d’impresa, affitti, servizi professionali, manutenzioni e fiscalità. Quando la spesa si trasferisce sui grandi marketplace online internazionali, una quota analoga uscirebbe invece dal circuito locale. Applicando questo criterio alla provincia, la perdita economica stimata ammonta a 139 milioni di euro tra il 2019 e il 2025.

Il calcolo, precisa Confesercenti, considera soltanto la componente quantificabile dal punto di vista economico. Restano esclusi gli effetti legati alla minore disponibilità di beni e servizi, al presidio degli spazi urbani, alla sicurezza, alla coesione sociale e alla qualità della vita, aspetti che l’associazione considera rilevanti ma difficili da tradurre in un valore monetario.

Il quadro del capoluogo

Nel capoluogo le imprese cessate nello stesso periodo sono state 202. Per Confesercenti, la conseguente perdita di ricchezza è stimata in 30 milioni di euro. Il bilancio riguarda anche l’occupazione: gli addetti complessivi del commercio al dettaglio sono diminuiti di 294 unità, di cui 271 titolari e 23 dipendenti.

Per affrontare il fenomeno, Confesercenti sta sostenendo una proposta di legge popolare dedicata alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. L’obiettivo dichiarato è introdurre strumenti a sostegno delle attività che continuano a investire nei centri urbani, nelle frazioni e nei borghi, tutelando il commercio locale.

La raccolta di firme prosegue in provincia. L’associazione segnala l’adesione dei Comuni di Viareggio, Capannori, Altopascio e Forte dei Marmi. Le sottoscrizioni possono essere effettuate nelle sedi Confesercenti di Lucca, in via De Gasperi 152, e di Viareggio, in via San Giovanni Bosco 67, oppure online tramite Spid o carta d’identità elettronica sul portale del ministero della Giustizia.