Toscana

Il ricambio generazionale mette alla prova le imprese toscane

Nella provincia, 2.430 titolari hanno almeno 70 anni; diminuisce anche la fascia tra 20 e 39.

Arezzo è tra le province toscane più esposte alla sfida del passaggio generazionale nelle imprese. Secondo il dossier CNA Imprese senza ricambio, nella provincia il 13,2% dei titolari di imprese individuali ha almeno 70 anni: si tratta di 2.430 imprenditori su 18.409, pari a 78,3 ogni mille imprese attive. Il dato segnala una possibile criticità per la continuità di numerose attività e per la conservazione delle competenze maturate nel tempo.

Il fenomeno si intreccia con l’evoluzione della popolazione. Tra il 2015 e il 2026, nella provincia aretina, la fascia di età compresa tra 20 e 39 anni è diminuita del 10,8%, passando da 77.017 a 68.704 persone. Arezzo è così la terza provincia toscana, dopo Massa Carrara e Grosseto, per contrazione di questa componente demografica.

Il peso sull’artigianato

Il rischio riguarda in particolare l’artigianato, che costituisce una parte rilevante del sistema produttivo locale. Delle 31.054 imprese complessivamente presenti in provincia, 9.394 sono artigiane, con un’incidenza del 30,3%. Per CNA Arezzo, il ricambio non può quindi essere considerato soltanto una questione interna alle singole aziende, perché coinvolge professionalità, relazioni e conoscenze costruite spesso in decenni di attività.

«Sono numeri che ci dicono con chiarezza che il ricambio generazionale non può più essere considerato una questione privata delle singole imprese», sottolinea il presidente di CNA Arezzo Fabio Mascagni. Secondo il rappresentante dell’associazione, la continuità aziendale incide sulla tenuta dell’intero sistema economico, poiché ogni attività conserva un patrimonio di competenze e rapporti difficilmente sostituibile.

Il caso Bernini & Dragonetti

Un esempio concreto arriva dal Valdarno, dove la storica azienda di serramenti Bernini & Dragonetti, dopo cinquant’anni di attività, ha affidato la prosecuzione dell’impresa a un giovane imprenditore. Marco Consolo, 23 anni, diplomato all’Isis Valdarno, dopo un anno e mezzo di esperienza all’interno dell’azienda ha rilevato l’attività dai titolari Aldo Dragonetti e Paolo Bernini. I due continueranno ad affiancarlo nel percorso di crescita.

Per Mascagni, la vicenda mostra come il passaggio possa avvenire attraverso fiducia, affiancamento e trasmissione delle competenze. Il giovane, già formato sul territorio, ha scelto di investire sul proprio futuro entrando in un’attività radicata, mentre i precedenti titolari mantengono un ruolo di supporto.

Il quadro locale si inserisce in una tendenza nazionale. In Italia i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni sono 314.824, pari al 10,7% del totale, rispetto all’8,9% del 2015. Tra il 2014 e il 2024, invece, le imprese giovanili sono diminuite di oltre 153mila unità, con una riduzione del 24%.

Anche in Toscana gli imprenditori ultrasettantenni sono 20.783, il 10,5% delle imprese individuali. Nello stesso periodo le imprese giovanili sono scese del 31,1%, passando da 39.858 a 27.465. CNA chiede strumenti per favorire l’incontro tra chi intende lasciare un’attività e chi vuole subentrarvi, oltre a interventi su credito, formazione e incentivi fiscali e finanziari.