Asilo, lavori fermi all’80% dopo due contratti risolti

Il consigliere regionale chiede dati su scadenze, costi e nuovo affidamento dell’opera destinata a bambini e famiglie.

Il nuovo Polo per l’infanzia di Borgotrebbia è ancora fermo a circa l’80% dei lavori, dopo la risoluzione di due contratti. A sollevare il caso è Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta e una richiesta di accesso agli atti per ottenere informazioni aggiornate sull’intervento e sui tempi necessari per completarlo.

Il quadro dell’intervento

Il progetto rientra nella Missione 4 del Pnrr, dedicata al potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione. L’intervento prevede un finanziamento di 1.253.633 euro, a cui si aggiungono 125.363,30 euro del Fondo opere indifferibili. Il Comune di Piacenza è il soggetto attuatore e la conclusione dell’opera era originariamente prevista entro giugno 2026.

Secondo quanto evidenziato da Tagliaferri, resta da realizzare circa il 20% dell’opera e il cantiere è arrivato alla seconda risoluzione contrattuale. Il consigliere regionale precisa che la gestione dell’appalto compete al Comune, ma ritiene necessario conoscere lo stato effettivo dell’intervento e verificare se i ritardi possano avere conseguenze sul finanziamento, sulla rendicontazione o sui costi necessari per portare a termine i lavori.

Le richieste alla Regione

Nell’interrogazione, Tagliaferri chiede alla Giunta regionale quali informazioni siano disponibili sull’avanzamento del cantiere, se il Comune abbia comunicato le criticità emerse, quale sia la nuova previsione per il completamento e se siano stati rilevati eventuali maggiori costi. L’obiettivo è fare chiarezza anche sulle condizioni necessarie per individuare una nuova impresa e definire un cronoprogramma credibile.

La richiesta riguarda inoltre la situazione degli interventi analoghi finanziati in Emilia-Romagna. Il consigliere vuole sapere quanti progetti per asili nido e scuole dell’infanzia non siano stati conclusi entro le scadenze iniziali, quali problemi siano stati segnalati e quali nuovi termini siano stati fissati. L’accesso agli atti dovrebbe consentire di acquisire la documentazione eventualmente in possesso della Regione sul monitoraggio del cantiere di Borgotrebbia, sulle comunicazioni con il Comune di Piacenza, sugli aggiornamenti del cronoprogramma e sugli eventuali costi aggiuntivi.

Tagliaferri sostiene che la vicenda debba essere affrontata senza una ricerca delle responsabilità politiche, ma con l’indicazione di una nuova impresa e di una data certa per l’apertura del polo. Al centro della sua iniziativa ci sono le esigenze delle famiglie di Borgotrebbia e la necessità di completare una struttura destinata ai bambini del quartiere.