Lombardia

Credito in calo, segnali contrastanti per l’artigianato

Il dossier CNA evidenzia anche occupazione, export, prezzi e andamento del tessuto produttivo provinciale.

La seconda parte del 2026 sarà decisiva per l’economia lombarda, che continua a muoversi su un sentiero di crescita moderata. È quanto emerge dal Terzo Focus 2026 sul monitoraggio dell’economia regionale, elaborato dal Centro Studi Sintesi per CNA Lombardia. Le proiezioni indicano un aumento del PIL dello 0,7%, una crescita dei consumi dello 0,7% e un incremento degli investimenti del 2,7%. Restano però le incognite legate alla situazione geopolitica internazionale e ai suoi effetti sulle decisioni delle imprese.

Il rapporto segnala anche un quadro occupazionale positivo: nel primo trimestre dell’anno gli occupati in Lombardia sono stati 4,63 milioni, con una crescita dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le costruzioni e il comparto commercio, alberghi e ristoranti risultano i settori più dinamici, mentre l’agricoltura registra una flessione. Le previsioni per il 2026 mostrano tuttavia una riduzione dell’occupazione nella provincia di Lecco, stimata allo 0,6% rispetto all’anno precedente.

Export in crescita nel Lecchese

Nel primo trimestre 2026 l’export lombardo ha raggiunto un valore di 40,9 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto al 2025 ma in aumento del 31,1% sul primo trimestre 2021. A livello territoriale, Lecco si distingue per una crescita delle esportazioni del 6,3% in un anno. L’andamento regionale resta però disomogeneo, con aumenti in sei province e arretramenti nelle altre, tra cui Milano, Como, Bergamo e Pavia.

Più debole è la dinamica del tessuto imprenditoriale. Tra giugno 2025 e giugno 2026 il numero delle imprese è diminuito a Lecco dell’1,7%, mentre in Lombardia la contrazione complessiva è stata dello 0,6% nel periodo compreso tra giugno 2021 e giugno 2026. A livello regionale hanno perso attività soprattutto commercio, industria e agricoltura; in controtendenza sono risultati i servizi alle imprese, i servizi alla persona e il comparto comunicazione-cultura.

Artigianato e prestiti alle imprese

Il comparto artigiano lombardo conta a giugno 2026 226.450 imprese attive, pari al 27,8% del totale. Rispetto al 2021 la diminuzione regionale è stata del 6,1%, ma tra il secondo e il primo trimestre dell’anno si è registrato un saldo positivo di 836 unità. Il dato non riguarda però il Lecchese, dove le imprese artigiane sono diminuite del 3,4% rispetto a giugno 2025. Riduzioni più marcate sono state rilevate a Como e Lodi.

Il credito resta uno dei principali elementi di difficoltà. Tra marzo 2021 e marzo 2026 i finanziamenti alle imprese lombarde sono scesi del 2,4%, fino a 195,2 miliardi di euro. Le piccole imprese sono la categoria più penalizzata, con una riduzione del 25,4% in cinque anni. Nel confronto tra marzo 2026 e lo stesso mese del 2025, a Lecco le erogazioni sono diminuite del 5,4%. Le costruzioni hanno registrato la contrazione più forte, mentre i servizi hanno visto aumentare gli importi concessi.

Il rapporto rileva infine un’inflazione lombarda del 2,1% nel primo semestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dal 2021 l’aumento cumulato dei prezzi è stato del 19,4%, con gli incrementi più consistenti per abitazione, acqua ed energia, servizi ricettivi e ristorazione, alimentari e bevande. Secondo CNA Lombardia, il rallentamento del credito sarebbe legato sia alla debolezza della domanda sia a criteri di valutazione più rigidi da parte degli istituti finanziari.