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Botulino e filler: come puntare su risultati naturali

Formulazioni liquide, microdosi e sostanze biostimolanti ampliano gli impieghi, ma la competenza del professionista resta decisiva.

Botulino e filler non vengono più utilizzati soltanto per attenuare le rughe o recuperare i volumi persi. Secondo il dottor Sergio Marlino, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, l’obiettivo attuale è ottenere un risultato armonico, senza irrigidire l’espressività né modificare eccessivamente i lineamenti.

La tossina botulinica, tradizionalmente impiegata soprattutto su fronte, glabella e zampe di gallina, può essere utilizzata anche in altre aree del volto e del décolleté. Tra gli impieghi citati ci sono le cosiddette Bunny lines sul dorso del naso, le rughe verticali sopra il labbro, le rughe della marionetta e la ridefinizione dell’angolo mandibolare. Il trattamento può inoltre aiutare a ridurre il bruxismo, indebolendo il muscolo massetere e attenuando la tensione della mandibola.

Tra le formulazioni più recenti viene indicato il RelabotulinumtoxinA, già diluito in acqua sterile e pronto all’uso. Questa caratteristica evita la preparazione manuale della polvere e, secondo l’esperto, consente un’azione nell’arco di 24-48 ore, rispetto ai 5-7 giorni indicati per i prodotti tradizionali. La durata dell’effetto antirughe può arrivare fino a sei mesi, contro una media di quattro.

La sicurezza dipende però anche dalla preparazione di chi esegue l’iniezione. Un possibile effetto indesiderato è la ptosi palpebrale, cioè un abbassamento temporaneo della palpebra, che può verificarsi se la tossina raggiunge o indebolisce eccessivamente i muscoli coinvolti. Un’iniezione troppo abbondante nella parte inferiore del muscolo frontale può invece far apparire le sopracciglia più basse. Si tratta, secondo quanto riportato nell’intervista, di effetti transitori e reversibili.

Il timore che i trattamenti estetici ripetuti provochino anticorpi capaci di neutralizzare la tossina viene ridimensionato dal medico. Le dosi impiegate in medicina estetica sono infatti molto inferiori a quelle utilizzate per alcune indicazioni terapeutiche neurologiche. Il rischio di sviluppare anticorpi sarebbe associato soprattutto ai dosaggi più elevati e alla maggiore frequenza delle somministrazioni in ambito terapeutico.

Microdosi e filler biostimolanti

Il mesobotox consiste nell’uso di tossina botulinica molto diluita e iniettata superficialmente. Non è pensato per cancellare le rughe profonde, ma può attenuare le rughette verticali di gote, décolleté e zona intorno alle labbra. L’azione seboregolatrice lo rende, sempre secondo l’intervista, un’opzione considerata anche per la pelle impura e oleosa, mentre non è indicato in presenza di acne attiva.

Nel campo dei filler, la tendenza descritta è il superamento del semplice riempimento. I prodotti a base di acido ialuronico crosslinkato possono essere impiegati per recuperare i volumi di zigomi, gote, mento, naso, tempie e linea mandibolare. L’indicazione è però a usare concentrazioni contenute per evitare l’ipervolumizzazione e un aspetto poco naturale.

Alcuni trattamenti associano l’acido ialuronico a sostanze con funzione biostimolante, come l’acido polilattico, la cui azione si manifesta gradualmente, nell’arco di circa due mesi. I cosiddetti filler ibridi riuniscono invece nella stessa formulazione due principi attivi, come acido ialuronico e idrossiapatite di calcio oppure carbossimetilcellulosa e microparticelle di idrossiapatite. L’obiettivo è combinare rimodellamento, sostegno dei tessuti e miglioramento della qualità cutanea.

Le aree interessate

Per le labbra si possono utilizzare gel di acido ialuronico morbidi, pensati per idratare e ridefinire il vermiglio e l’arco di Cupido. I filler dinamici cercano di assecondare i movimenti naturali della bocca. La tossina botulinica può contribuire a sollevare leggermente la coda del sopracciglio, distendere le microrughe ai lati degli occhi e attenuare le rughe della fronte e della glabella. Per il naso può aiutare a sollevare la punta, mentre il filler può camuffare il gibbo dorsale. La linea mandibolare e il collo, infine, possono essere trattati con filler volumizzanti o bioristrutturanti, sempre con un approccio misurato.