Le difficoltà di accesso alla sanità pubblica piemontese tornano al centro del confronto politico. Daniele Valle, consigliere regionale del Partito Democratico, ha denunciato tempi di attesa molto lunghi e disponibilità assenti per diverse visite ed esami, citando alcune verifiche effettuate sul sistema di prenotazione regionale.
Le disponibilità tra Torino e il resto del Piemonte
Secondo gli esempi riportati da Valle, per un’ecografia della cute a Torino non risulterebbero posti disponibili. La prima alternativa indicata dal sistema sarebbe a Vercelli. Per un’ecografia dell’addome superiore, invece, la disponibilità verrebbe segnalata a Chivasso, mentre nel capoluogo piemontese non comparirebbero appuntamenti.
I tempi si allungherebbero anche per altre prestazioni. Una visita fisiatrica a Torino sarebbe prenotabile a febbraio 2027; per un ecodoppler degli arti inferiori e per una visita reumatologica l’attesa arriverebbe ad aprile dello stesso anno. Per una visita oculistica, la prima data indicata sarebbe agosto 2027 a Domodossola. Una visita ematologica avrebbe invece disponibilità a luglio 2027, ma non a Torino. Nell’Asl Torino 3, infine, non risulterebbero appuntamenti per una mammografia neppure attraverso il programma Prevenzione Serena.
La polemica politica sul nuovo Cup
Valle sostiene che il problema non riguardi soltanto l’attesa di alcune settimane o brevi spostamenti, ma la necessità per molti cittadini di rinviare una prestazione per mesi oppure di cercarla in altre aree del territorio regionale. Per il consigliere, la combinazione tra tempi e distanze trasforma la gestione delle prenotazioni in una questione di disuguaglianza nell’accesso alle cure.
Nel suo intervento, il rappresentante del Pd ha richiamato anche il nuovo Cup regionale, indicato come uno degli strumenti destinati a migliorare la gestione delle liste d’attesa e che, secondo la sua denuncia, sarebbe ancora bloccato. La critica è rivolta alla Regione, ma coinvolge anche il Governo nazionale. Valle cita infatti il rapporto della Fondazione Gimbe, secondo cui nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana sarebbe scesa al 6,2% del Pil, a fronte del 7,1% della media Ocse e dei Paesi europei.
Il tema sarà discusso dal Partito Democratico durante la Festa dell’Unità di Torino, in un incontro previsto giovedì 10 settembre alle 18.30 con Marina Sereni, responsabile Salute e Sanità della segreteria nazionale del partito. Le liste d’attesa restano così uno dei principali fronti di confronto sulla sanità piemontese, insieme alle richieste di rafforzamento del servizio pubblico e di una gestione più uniforme delle prenotazioni.